Notizie verificate, aggiornate tutto il giorno

giovedì 17 Settembre 2026

Quotidiano online indipendente Aggiornamento continuo
Politica

Un’altra difesa è possibile: 50mila firme per un Dipartimento della difesa civile non armata e non violenta

Cinque Comuni padovani raggiungono le 50mila firme per una legge di pace che propone un Dipartimento della difesa civile non armata e non violenta.

Il 17 settembre 2026, cinque Comuni padovani hanno raggiunto le 50mila firme necessarie per portare in Parlamento una proposta di legge che punta a istituire un Dipartimento della difesa civile non armata e non violenta. La campagna “Un’altra difesa è possibile”, promossa da Conferenza Nazionale Enti di Servizio Civile, Rete Italiana Pace e Disarmo e Sbilanciamoci!, ha visto l’adesione di Comuni come Padova, Abano Terme, Monselice, Ponte San Nicolò e Selvazzano Dentro. L’obiettivo è creare un sistema di difesa basato su principi di non violenza, prevenzione dei conflitti e collaborazione tra enti pubblici e civili.

Un impegno condiviso tra Comuni e istituzioni

Le Amministrazioni comunali padovane, insieme ad altri Comuni veneti, avevano già espresso il sostegno alla campagna nel mese di maggio 2026. Ora, con il raggiungimento del numero di firme richiesto, esprimono soddisfazione e rilanciano l’impegno affinché la proposta possa trovare spazio nel dibattito parlamentare. Tra i firmatari, si segnala l’assessora Francesca Benciolini di Padova, che ha sottolineato l’importanza di un modello di difesa alternativo, basato su solidarietà e prevenzione. La proposta mira a istituire un Dipartimento della difesa civile, non armata e non violenta, con funzioni di indirizzo, coordinamento e attuazione delle politiche in materia. All’interno troverebbero collocazione i corpi civili di pace, l’istituto di ricerca per la pace e il disarmo, e un sistema di collaborazione con la Protezione civile, i vigili del fuoco e il Servizio civile universale.

Un fondo nazionale per la difesa civile

La legge individua, inoltre, un fondo nazionale per la difesa civile, non armata e non violenta, finanziato attraverso stanziamenti statali e la possibilità per i contribuenti di destinare il 6 per mille del proprio Irpef a questa forma di difesa. I Comuni veneti firmatari, tra cui Padova, Abano Terme, Monselice, Ponte San Nicolò e Selvazzano Dentro, hanno espresso il loro sostegno attraverso i propri rappresentanti, come assessori o sindaci, dimostrando un interesse condiviso per un modello di difesa alternativo, basato su principi di non violenza e collaborazione.

La campagna ha visto l’adesione di diversi Comuni veneti, tra cui anche Camponogara, Mira, Verona e Vicenza. Ogni Comune ha espresso il proprio sostegno, concretizzando l’impegno a favore di un sistema di difesa che non si basa solo su armi e forze militari, ma anche su strumenti di prevenzione, mediazione e solidarietà. Il raggiungimento delle 50mila firme è un risultato importante, che dimostra il sostegno di una parte significativa della società civile e delle istituzioni locali. Ora, il dibattito parlamentare è il prossimo passo per trasformare questa iniziativa in una legge con effetti concreti.

Leggi anche