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giovedì 17 Settembre 2026

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Economia

La Sicilia si distingue nei mercati esteri, ma con un mix di settori

La Sicilia supera la media nazionale nell’export, ma i dati evidenziano una dipendenza da settori specifici.

La Sicilia si distingue nei mercati esteri, superando la media nazionale nell’export, ma i dati rivelano una dipendenza da settori specifici. Tra gennaio e giugno 2026, la quota della regione sull’export italiano complessivo sale dall’1,96% del primo semestre 2025 al 2,01%, con un aumento del 7,4% su base annua, contro il +4,5% dell’Italia. Il risultato è positivo, ma nasce da una combinazione diversa rispetto a quella delle regioni che trainano strutturalmente l’export italiano.

Un export condizionato da settori chiave

La crescita sicilana si basa su un mix di settori, con un ruolo predominante dell’energia. Il coke e i prodotti petroliferi raffinati rappresentano il 46% dell’export nazionale, con la Sicilia che ne detiene una quota superiore al 42,9% del 2025. In questo settore, le esportazioni regionali aumentano del 32,4%, contro un incremento del 23,3% a livello nazionale. Quasi un euro su due esportato dall’Italia in questa categoria ha origine in Sicilia.

Un boom in alcuni settori, un calo in altri

Un altro settore in crescita è quello dell’estrazione di minerali da cave e miniere, con la quota siciliana sul totale nazionale che passa dall’1,74% al 3,87%, registrando una crescita tendenziale del 141,96%, contro un +8,6% dell’Italia. Al contrario, il settore manifatturiero registra un incremento del 7,1%, ma la Sicilia rappresenta solo l’1,94% dell’export manifatturiero italiano, in crescita rispetto al 1,89% del 2025. Il quadro cambia quando si guarda alla trasformazione industriale e ai comparti a maggior contenuto tecnologico. La Sicilia, pur mostrando un incremento nell’export agricolo, rimane distante rispetto a regioni con una struttura produttiva più diversificata. La regione rappresenta il 7,94% dell’export italiano di prodotti dell’agricoltura, silvicoltura e pesca, in crescita dal 7,68% del 2025, con un aumento del 5,4% rispetto al +1,9% nazionale.

Un mix di successi e criticità

Nonostante i dati positivi, la Sicilia mostra anche segnali di debolezza in alcuni settori. I mezzi di trasporto, ad esempio, registrano un calo del 85,6%, a fronte di una crescita nazionale del 2,3%. Anche gli autoveicoli diminuiscono del 37,5%, mentre a livello italiano aumentano dell’8,2%. Un altro settore in difficoltà è quello degli alimentari, delle bevande e del tabacco, che segna una riduzione del 7,8%, nonostante a livello nazionale sia leggermente cresciuto (+0,7%).

Il risultato complessivo è positivo, ma nasce da una combinazione molto diversa rispetto a quella delle regioni che trainano strutturalmente l’export italiano. La Sicilia, pur mostrando un incremento nell’export, rimane legata a comparti specifici, con un peso nazionale superiore in alcuni settori, ma con una struttura produttiva ancora limitata in altri. La crescita dell’export sicilano richiede una visione olistica e una strategia mirata per diversificare i settori chiave.

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