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giovedì 17 Settembre 2026

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Cultura

Il vino si rivolge ai nuovi consumatori: una sfida per Millennials e Gen Z

Il settore vitivinicolo cerca di adattarsi alle nuove generazioni con un linguaggio più accessibile e coinvolgente.

Il vino, tradizionalmente associato a rituali e conoscenze specialistiche, sta cercando di adattarsi alle nuove generazioni, soprattutto ai Millennials e alle Gen Z, che richiedono un linguaggio più semplice, immediato e contemporaneo. La sfida non è solo di rendere il prodotto più accessibile, ma di tradurre la sua complessità in un modo che possa incuriosire, coinvolgere e includere un pubblico sempre più diversificato. Questo cambiamento è reso possibile grazie all’azione degli influencer, che stanno trasformando il modo in cui il vino viene percepito e condiviso.

Il ruolo degli influencer nel mondo del vino

Figurine come Mattia Asperti, conosciuto su Instagram come @ilsommelierdivino, stanno giocando un ruolo chiave nel rendere il vino più popolare. Con 239mila follower, Asperti si presenta come un divulgatore del settore, che utilizza video brevi e accessibili per trasmettere nozioni enoiche in modo semplice. La sua missione è quella di sfatare l’idea del vino come prodotto elitario, sostituendola con un’immagine più moderna e inclusiva. «Il vino deve diventare più popolare», ha dichiarato Asperti, sottolineando l’importanza di una comunicazione diretta e fruibile.

Allo stesso tempo, Chiara Giannotti, con 34mila follower su Instagram, rappresenta un altro esempio di come il vino possa essere raccontato in modo semplice ma approfondito. La sua pagina, @vino.tv, dimostra come il vino possa essere reso accessibile senza perdere di vista il suo valore. «La vera sfida non è rendere banale il vino per raggiungere più persone, ma tradurne la complessità in un linguaggio capace di incuriosire, coinvolgere e includere», ha aggiunto.

Un linguaggio che parla a tutti

La comunicazione del vino sta evolvendo, passando da un linguaggio complesso e ristretto a uno più accessibile e coinvolgente. Secondo l’Iwsr, il principale ente di ricerca e analisi dati per il mercato delle bevande alcoliche, il vino deve adattarsi alle nuove generazioni, che non sono lontane dal prodotto, ma lontane da una certa idea di vino. Per queste generazioni, il prodotto deve essere comprensibile, autentico e legato a un’esperienza. La sfida, quindi, non è solo di rendere il vino più accessibile, ma di tradurre la sua complessità in un linguaggio che possa coinvolgere e includere.

«Oggi i social ci stanno dimostrando che si può parlare di vino in modo semplice, immediato e contemporaneo senza rinunciare alla cultura e all’autorevolezza», ha sottolineato Chiara Giannotti. La sua visione indica una trasformazione radicale, in cui il vino non è più solo un prodotto, ma un’esperienza condivisa e accessibile. Questo cambiamento non riguarda solo il modo in cui il vino viene comunicato, ma anche il modo in cui viene prodotto e consumato. La crisi climatica sta modificando le regole del settore vitivinicolo, spingendo le aziende a cercare nuove opportunità di relazione con i consumatori. «Il futuro del vino non si giocherà soltanto nei vigneti o nelle cantine, ma passerà dagli smartphone», ha affermato Vitalba Azzollini, giurista e esperta del settore. La sua visione indica una trasformazione radicale, in cui il vino non è più solo un prodotto, ma un’esperienza condivisa e accessibile.

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