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sabato 19 Settembre 2026

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Salute

Gli studenti universitari sono più sedentari degli anziani, ma per motivi diversi

Uno studio svela perché gli studenti universitari siano più sedentari degli anziani, con dati sorprendenti su attività fisica e sonno.

Gli studenti universitari sono, in media, meno attivi fisicamente degli anziani, pur trascorrendo più tempo in condizioni di sedentarietà, secondo uno studio condotto da ricercatori del Centre for Sleep and Cognition della National University of Singapore. I dati, raccolti su 1.967 partecipanti monitorati per quattro settimane con dispositivi indossabili, mostrano una discrepanza significativa tra i comportamenti di giovani adulti e di persone in età avanzata. Gli studenti accumulavano mediamente 320 minuti di attività fisica al giorno, contro i 420 minuti degli anziani, ma trascorrevano oltre dieci ore al giorno in condizioni di sedentarietà, un tempo superiore a quello degli adulti in età lavorativa e degli anziani.

Le differenze nella routine quotidiana

Le routine quotidiane degli studenti universitari sembrano influenzate da fattori come gli orari accademici, lo stile di vita digitale e l’accesso a servizi di consegna a domicilio e trasporto privato. Secondo Ju Lynn Ong, uno dei ricercatori, questi elementi contribuiscono a livelli di sedentarietà senza precedenti in una fascia di popolazione che dovrebbe trovarsi al culmine della propria attività fisica. Gli studenti, infatti, mostravano un’attività fisica concentrata soprattutto negli spostamenti tra lezioni, con una riduzione di circa 30 minuti durante il weekend. Gli anziani, invece, mantenevano livelli relativamente costanti durante la giornata, indipendentemente dal giorno della settimana.

Secondo Shuo Qin, sostituire 30 minuti di sedentarietà con qualsiasi forma di movimento, anche leggero come il camminare, è associato a miglioramenti misurabili in indicatori legati all’obesità e alla rigidità arteriosa. Questi miglioramenti sono stati osservati in modo statisticamente significativo. Tuttavia, i ricercatori precisano che si tratta di associazioni statistiche e non di prove di causa-effetto. Lo studio, pur rappresentando un campanello d’allarme per l’aumento della sedentarietà giovanile, ha limiti: i risultati si riferiscono a partecipanti di Singapore e non dimostrano che i comportamenti osservati siano rappresentativi di altre popolazioni.

Un invito a riconsiderare gli ambienti e i comportamenti

Michael Chee, direttore del Centre for Sleep and Cognition e autore senior dello studio, ha sottolineato la necessità di ampliare i messaggi di salute pubblica, non solo concentrati sull’indipendenza durante l’invecchiamento, ma anche su come gli ambienti urbani e gli ecosistemi digitali possano essere progettati per favorire il movimento spontaneo nella vita quotidiana. L’obiettivo è non solo promuovere l’esercizio fisico programmato, ma anche creare condizioni che incoraggino una maggiore attività fisica e una riduzione della sedentarietà, in modo naturale e sostenibile.

Le differenze emerse sono risultate significative, con gli studenti che trascorrevano 634 minuti al giorno in condizioni di sedentarietà, contro i 581 minuti degli adulti in età lavorativa e i 501 minuti degli anziani. Questo livello di sedentarietà è superiore a quello degli anziani, nonostante la loro maggiore attività fisica. Inoltre, il tempo dedicato al sonno era inferiore tra i più giovani: 432 minuti al giorno, circa 7 ore e 12 minuti, contro i 446 minuti degli adulti in età lavorativa e i 456 minuti degli anziani. I ricercatori precisano che il tempo di sonno effettivo era più breve negli anziani a causa di una maggiore frammentazione del riposo.

Lo studio rappresenta comunque un importante campanello d’allarme sull’aumento della sedentarietà giovanile e sui suoi possibili effetti sulla salute nel lungo periodo. Gli studenti, pur essendo in un’età in cui l’attività fisica dovrebbe essere al culmine, mostrano un comportamento sedentario senza precedenti, influenzato da fattori esterni e da una routine quotidiana che non favorisce il movimento spontaneo.

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