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sabato 19 Settembre 2026

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Cronaca

Ilaria Cucchi: “Il pm ha acquisito le mie conversazioni, atto intimidatorio”

La senatrice Ilaria Cucchi denuncia l’acquisizione delle sue conversazioni come atto intimidatorio nell’inchiesta sui falsi certificati per i Cpr.

L’inchiesta della Procura di Ravenna sui presunti falsi certificati medici utilizzati per impedire il trasferimento dei migranti nei Centri di permanenza per il rimpatrio (Cpr) ha coinvolto anche la senatrice di Alleanza Verdi e Sinistra Ilaria Cucchi. La politica ha denunciato l’acquisizione delle sue conversazioni telefoniche con l’infettivologo Nicola Cocco come un atto intimidatorio, in violazione dell’articolo 68 della Costituzione. Cucchi ha sottolineato che il materiale raccolto dagli investigatori include anche i dialoghi con Cocco, un medico che figura al centro dell’indagine per presunte attività di coordinamento tra professionisti.

Un’inchiesta che si allarga al Parlamento

L’inchiesta, inizialmente concentrata su una rete di medici che avrebbe prodotto certificazioni false per evitare il trasferimento dei migranti nei Cpr, si è estesa al Parlamento. La senatrice Cucchi ha sottolineato che il pm ha acquisito le sue conversazioni con Cocco, un atto che lei ritiene contrario alle garanzie costituzionali. La Procura di Ravenna, coordinando l’indagine, ha eseguito 23 perquisizioni in diverse città italiane, tra cui Bologna, Ferrara, Rimini e Forlì, per ricostruire eventuali collegamenti tra professionisti. L’obiettivo è verificare se esistesse una rete di medici che avrebbe condiviso modelli per certificare la non idoneità al trasferimento.

La senatrice sostiene che l’acquisizione delle conversazioni violi la Costituzione. Cucchi ha affermato di non avere “niente da nascondere”, ma ha visto nell’atto un tentativo di intimidazione. Nonostante ciò, ha annunciato che continuerà la sua battaglia politica contro i Cpr, sottolineando che la vicenda non cambierà il suo impegno.

Nicola Cocco: una campagna pubblica o un’associazione criminale?

Nicola Cocco, infettivologo e membro della Società italiana di medicina delle migrazioni, è considerato un punto di riferimento per altri professionisti impegnati sul tema dei Cpr. Gli investigatori lo accusano di aver partecipato a un’associazione per delinquere finalizzata alla produzione di certificati falsi. Cocco ha respinto l’accusa, sostenendo che la sua attività fosse una campagna pubblica per aprire un dibattito sulla salute dei migranti e non un’organizzazione criminale. Cocco ha spiegato che l’attività è stata condotta attraverso incontri e articoli. Una chat del giugno 2024, citata nell’ordinanza cautelare emessa a marzo, ha mostrato come Cocco chiedesse a una collega di inviargli copie delle certificazioni per realizzare una “mappatura”. La Procura sta verificando il significato di questi contatti nell’ambito dell’ipotesi investigativa più ampia. Cocco ha ribadito di non aver mai istigato altri medici a produrre documenti falsi e di rivendicare la natura pubblica della sua campagna.

Il rapporto tra Cucchi e Cocco sul tema dell’immigrazione non era riservato: i due avevano già partecipato pubblicamente a iniziative dedicate alle condizioni dei migranti e al sistema dei Cpr. La senatrice ha sottolineato che la sua battaglia politica non è stata interrotta dall’inchiesta e che continuerà a occuparsene. L’indagine, in corso, potrebbe portare a ulteriori sviluppi nel dibattito pubblico su un tema cruciale per la politica e la società italiana.

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