Maria Rosaria Onorati, 76 anni, è morta sei giorni dopo essere entrata in una struttura residenziale per anziani a Rimini. La donna, affetta da demenza e invalidità, aveva deciso di trascorrere una quindicina di giorni in una Rsa per ricevere cure e supporto. Il 19 luglio 2023, la famiglia aveva scelto l’accoglienza temporanea per la madre, sperando in un periodo di sollievo per i figli. Invece, poco più di una settimana dopo, Maria Rosaria precipitò dalle scale mentre si trovava sulla sua sedia a rotelle. Il decesso fu registrato poco dopo, e la famiglia rimase sconvolta.
La tragedia e il rimorso dei figli
Marzia e Massimo Procopio, i figli della donna, hanno espresso profondo dolore e rimorso per la morte della madre. “Mamma non meritava di morire in quel modo, non abbiamo fatto in tempo a salutarla. Vivremo col rimorso”, hanno detto. La tragedia ha lasciato un segno profondo, che a più di tre anni di distanza continua a tormentare la famiglia. Nonostante il procedimento penale abbia concluso senza condanne, i due figli non riescono a accettare l’esito.
“È difficile accettare che non siano state accertate responsabilità penali”, ha spiegato Massimo. La donna era in carrozzina al secondo piano, vicino al vano scale. Il personale sentì un rumore e, una volta accorso, trovò la 76enne sul pianerottolo a metà della rampa, con la carrozzina ribaltata. Nella struttura non erano presenti telecamere, e non è stato possibile ricostruire con certezza i momenti della caduta.
Il risarcimento non cancella il dolore
La famiglia ha ricevuto un risarcimento dalla compagnia assicurativa della struttura, ma Massimo ha chiarito che i soldi non possono lenire il dolore. “Il risarcimento c’è stato, è vero, ma i soldi non possono lenire il dolore per la morte di nostra madre. Non è mai stata una questione economica”, ha detto. I due figli hanno espresso la loro amarezza, ma hanno anche riconosciuto il rispetto per la sentenza.
“Noi rispettiamo la sentenza perché una sentenza va rispettata, ma questo non significa che riusciamo a condividerla”, ha aggiunto Massimo. La madre era entrata in quella struttura per un breve periodo, ma dopo appena sei giorni è morta. “Non avremmo mai potuto immaginare che dopo appena sei giorni ci avrebbero detto che era morta. È stato uno choc. Io non ho fatto nemmeno in tempo a salutarla”, ha concluso. La famiglia continua a chiedersi come sia stato possibile arrivare a una tragedia del genere. Nonostante le indagini e i processi, le domande rimangono le stesse. La morte di Maria Rosaria Onorati rappresenta un lutto profondo, che la famiglia non ha mai dimenticato. Il ricordo di una donna “buona e speciale” rimane impresso, insieme al rimorso per non averla potuto salutare.



