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lunedì 21 Settembre 2026

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L’emergenza hikikomori: manca una normativa e si lavora a un aggiornamento regionale

L’emergenza hikikomori richiede una normativa e un aggiornamento regionale per tutelare i ragazzi in ritiro sociale.

L’emergenza hikikomori, un fenomeno in crescita tra i giovani, richiede una normativa specifica per tutelare i ragazzi in ritiro sociale. La referente regionale dell’Associazione Hikikomori Italia, Marta Cellino, ha sottolineato che, nonostante siano state approvate linee di indirizzo nel 2022, queste rimangono inattive. Insieme all’assessora regionale Isabella Conti, si sta lavorando a un aggiornamento del testo per integrarlo con la formazione obbligatoria per insegnanti, dirigenti e educatori. La scuola, come spiega Cellino, deve agire fin dalla primaria per prevenire il ritiro sociale, riconoscendo segnali precoci come la difficoltà a relazionarsi con i compagni o l’interesse ridotto verso le attività scolastiche ordinarie.

Un disagio non una malattia

L’hikikomori non è una malattia, ma un disagio profondo legato a neurodivergenze o ad un’alta intelligenza. Spesso si accompagnano ansia sociale, tratti dello spettro autistico o disturbi ossessivo-compulsivi. Per questi ragazzi, la socialità, lo stress e la permanenza in mezzo al rumore sono fonti di grande fatica. La scuola, però, può offrire strumenti per sostenere la loro crescita, come la Dad, la gestione dei compiti e l’assegnazione di insegnanti di sostegno a domicilio. Tuttavia, affidare uno studente ad alto potenziale a un solo insegnante è un errore pedagogico, poiché nessuno possiede la competenza multidisciplinare necessaria per stimolarne la rapidità di apprendimento.

La prevenzione inizia fin dalla scuola primaria. I ragazzi neurodivergenti o con alto potenziale mostrano segnali precisi fin da piccoli, come la difficoltà a relazionarsi con i pari o lo scarso interesse verso le attività scolastiche ordinarie. Riconoscere questi segnali permette di intervenire tempestivamente, evitando che la situazione sfoci nel ritiro sociale. La formazione del corpo docente è quindi cruciale per applicare le linee guida approvate nel 2022 e prevenire il problema fin dalla scuola primaria.

Un’alleanza educativa per un futuro inclusivo

La vera svolta richiede un’alleanza educativa basata su fiducia, ascolto e linguaggio empatico privo di giudizio. Gli errori più comuni nell’interagire con gli hikikomori includono ridurre la condizione a semplice pigrizia o dipendenza da internet. Invece, è necessario adottare approcci che rispettino il disagio profondo e promuovano un ambiente inclusivo. La normativa, se adeguatamente implementata, potrebbe diventare un strumento operativo per supportare i ragazzi in ritiro sociale e garantire una loro crescita equilibrata.

La scuola deve affrontare questa emergenza con strumenti concreti. Con 60mila studenti che suonano la campanella ogni giorno, la scuola deve affrontare questa emergenza con strumenti concreti e una formazione adeguata. L’aggiornamento delle linee di indirizzo regionale, in corso con l’assessora Conti, rappresenta un passo importante verso una tutela più efficace. La sfida è non solo quella di creare un ambiente inclusivo, ma anche di riconoscere e rispettare le differenze individuali, offrendo a ogni ragazzo le opportunità necessarie per svilupparsi in modo armonioso.

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