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giovedì 24 Settembre 2026

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Cronaca

Sosta selvaggia a Torino blocca autobus: sindacato denuncia rischio per sicurezza e autisti

Sosta selvaggia a Torino blocca autobus: sindacato denuncia rischio per sicurezza e autisti

La sosta selvaggia alle fermate dei bus a Torino ha nuovamente messo in discussione la sicurezza e l’efficienza del trasporto pubblico, con il sindacato Fast Confsal che denuncia un aumento dei rischi per conducenti e passeggeri. La situazione, che si è intensificata negli ultimi mesi, ha portato a ritardi significativi e a tensioni tra autisti e utenti. Secondo il sindacato, le auto parcheggiate in doppia fila, sulle curve di svolta o negli spazi riservati agli autobus, ostacolano la circolazione e compromettono la qualità del servizio. La Fast Confsal ha chiesto all’azienda di trasporto di valutare l’ipotesi di ricorso alle vie legali contro chi impedisce la circolazione.

sosta selvaggia e rischi per la mobilità

La sosta irregolare, in particolare nei capolinea e nelle corsie preferenziali, rappresenta un problema crescente per il trasporto pubblico a Torino. Secondo il sindacato, le auto lasciate in posizioni non autorizzate possono bloccare un autobus per oltre venti minuti, con ripercussioni sull’intero servizio. Questo fenomeno, che riguarda in modo specifico gli autobus articolati, ha reso più complessa la gestione del traffico e ha aumentato i rischi per conducenti e passeggeri. La Fast Confsal ha sottolineato che la mobilità sostenibile non può prescindere dalla dignità del lavoro degli autisti e dall’efficienza del servizio.

La mobilità sostenibile passa inevitabilmente dalla dignità del lavoro degli autoferrotranvieri e dall’efficienza del servizio

La situazione ha messo in difficoltà i conducenti, che devono gestire i ritardi causati dalle auto in divieto e effettuare manovre complesse per superare i veicoli che ostacolano il passaggio. Questo ha generato stress psicofisico e tensioni con gli utenti, che spesso attribuiscono direttamente al personale viaggiante la responsabilità dei ritardi. La Fast Confsal ha anche segnalato che, in alcuni casi, i passeggeri sono costretti a salire o scendere direttamente sulla carreggiata, una situazione particolarmente delicata per anziani, bambini e persone con disabilità.

interventi strutturali per prevenire la sosta selvaggia

La Fast Confsal ha anche proposto interventi fisici per impedire la sosta nelle aree più esposte, come cordoli invalicabili, telecamere fisse e piattaforme rialzate nei capolinea e lungo le corsie riservate. Questi provvedimenti, insieme a una maggiore collaborazione tra sindacati e autorità locali, potrebbero contribuire a ridurre i rischi e migliorare la qualità del servizio. Il sindacato ha annunciato che continuerà a monitorare la situazione e a chiedere interventi a tutela dei lavoratori e degli utenti del trasporto pubblico.

Il sindacato chiede all’azienda di valutare il ricorso alle vie legali nei confronti di chi impedisce la circolazione degli autobus

Per affrontare il problema, la Fast Confsal propone un piano articolato su tre fronti. Il primo riguarda il rafforzamento dei controlli, attraverso protocolli d’intesa con la Polizia Locale, pattugliamenti mirati nei punti più critici e un utilizzo sistematico dello Street Control e dei sistemi di videosorveglianza disponibili sui mezzi, con l’obiettivo di individuare e sanzionare le violazioni. Il secondo punto riguarda gli eventuali profili penali e i danni provocati dal blocco del servizio. Il sindacato ha richiamato l’articolo 340 del Codice Penale sull’interruzione di un servizio pubblico o di pubblica necessità, e ha avanzato l’ipotesi di ricorso alle vie legali contro chi impedisce la circolazione.

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