Cassa Depositi e Prestiti (Cdp) ha rafforzato il dialogo con il Golfo attraverso due memorandum d’intesa siglati a Riad con il National Development Fund e la Federation of Saudi Chambers. L’iniziativa, parte di un roadshow che ha toccato Doha, Abu Dhabi e Jeddah, mira a promuovere investimenti, supportare le imprese e sviluppare collaborazioni in Africa. L’obiettivo è attrarre capitali verso l’Italia, sostenere l’internazionalizzazione delle aziende e favorire partnership su progetti nei Paesi terzi, a partire dall’Africa.
Collaborazioni per il business e l’innovazione
Il fulcro dell’accordo è la promozione della piattaforma Cdp Business Matching, pensata per facilitare l’incontro tra aziende italiane e saudite, favorendo collaborazioni commerciali, industriali e finanziarie. L’intesa con il National Development Fund rafforza la collaborazione avviata nel 2025 e si concentra sull’accompagnamento degli investimenti industriali italiani in Arabia Saudita. L’obiettivo è facilitare l’insediamento delle imprese, incluse le piccole e medie aziende, nelle filiere produttive locali attraverso gli strumenti messi a disposizione da Cdp e Simest.
La partnership con la Federation of Saudi Chambers è invece orientata direttamente alle imprese. L’intesa mira a sostenere le aziende italiane interessate a cogliere le opportunità offerte dai grandi progetti in corso in Arabia Saudita, a partire da Expo 2030 Riyadh. Le parti nomineranno referenti dedicati per assicurare un supporto continuativo a imprese e investitori, con una specifica attenzione alle Pmi, spesso più esposte alle complessità regolatorie, finanziarie e operative dell’ingresso in nuovi mercati.
Un’attenzione particolare all’Africa
L’intesa apre inoltre alla possibile creazione di fondi tematici e al cofinanziamento di progetti in Paesi terzi, con un’attenzione particolare al continente africano. La tappa conclusiva di Jeddah ha dato una dimensione ulteriore alla missione, con l’incontro con la Islamic Development Bank che ha consentito di avviare le prime iniziative operative previste dall’accordo firmato nel 2025, con riferimento soprattutto a progetti infrastrutturali e di sviluppo in Africa. La delegazione ha inoltre visitato King Abdullah Economic City, uno dei principali poli industriali e logistici sauditi, valutandone il potenziale come piattaforma di ingresso per le imprese italiane interessate al mercato del Regno. L’ultima tappa ha incluso un confronto con Zahid Group, gruppo industriale e commerciale saudita attivo in diversi settori, per approfondire possibili collaborazioni produttive e industriali.
“Con questa missione abbiamo rafforzato ulteriormente il dialogo con alcuni dei principali attori economici e finanziari del Golfo, una regione sempre più strategica per gli investimenti e la crescita internazionale delle imprese”, ha dichiarato Dario Scannapieco, amministratore delegato di Cdp.
La missione, realizzata con Simest e coordinata con il ministero degli Affari esteri e la rete diplomatica italiana, ha coinvolto alcuni dei maggiori fondi sovrani, investitori istituzionali e soggetti finanziari della regione. Tra i partecipanti, oltre a Scannapieco, ci sono stati il direttore Strategie settoriali, scenari e impatto Andrea Montanino e il direttore Cooperazione allo sviluppo e relazioni istituzionali internazionali Carlo Rossotto; per Simest era presente l’amministratore delegato Regina Corradini D’Arienzo. Un contributo è arrivato anche dalla rete diplomatica italiana, con gli ambasciatori Paolo Toschi in Qatar, Lorenzo Fanara negli Emirati Arabi Uniti e Carlo Baldocci in Arabia Saudita. Il messaggio politico ed economico della missione è chiaro: il Golfo non viene considerato soltanto come una fonte di capitali, ma come uno spazio di cooperazione industriale, finanziaria e geopolitica.



