Una frana ha interessato la Tofana di Dentro, nella val Travenanzes, a Cortina d’Ampezzo. L’evento, simile a quelli verificatisi sulla parete nord del Pelmo, ha suscitato preoccupazione tra gli esperti. Il geologo Vittorio Fenti, uno dei più autorevoli studiosi della geologia bellunese, ha spiegato che le montagne sono fragili e stressate, e che l’escursione termica, insieme al progressivo scioglimento del permafrost, favorisce i distacchi di roccia.
Escursione termica e permafrost, cause dei distacchi
Secondo Fenti, l’estate appena trascorsa è stata estremamente calda, con alternanza tra ondate di caldo e piogge intense. Questi fenomeni hanno contribuito a creare condizioni favorevoli per le frane. «Quando si scioglie il permafrost, infatti, restano blocchi di roccia non più cementati e basta un po’ di escursione termica come in questi giorni di autunno per favorire le frane», ha spiegato. L’escursione termica, che si verifica tra temperature estremamente basse di notte e caldo diurno, ha reso le montagne particolarmente vulnerabili. Le Dolomiti sono montagne fragili e stressate, e la combinazione di caldo estremo e piogge ha reso il loro comportamento più instabile. Fenti ha sottolineato che il riscaldamento climatico e lo scioglimento del permafrost nelle zone fratturate contribuiscono a creare condizioni predisponenti per i distacchi. La Tofana di Dentro, pur essendo un’area relativamente stabile, ha mostrato segni di instabilità.
Le Dolomiti, montagne fragili e stressate
La Tofana di Dentro è un po’ più bassa e ripida della Tofana di Rozes, che guarda verso sud ed è più stabile. I crolli avvengono sulle rocce più fratturate e fragili che mostrano già una situazione predisponente di roccia fratturata. Il distacco è avvenuto nel settore est della parete nord, che è più fratturato rispetto a quello a ovest. La Tofana di Dentro è caratterizzata da dolomia principale, con una parte sommitale formata da calcari, simile a altre montagne come il Pelmo e la Torre Venezia.
Le montagne come la Tofana di Dentro e il Pelmo sono particolarmente fragili, con una struttura rocciosa che si presta a distacchi. Fenti ha anche ricordato che, in passato, non c’era l’escursione termica di adesso, e quindi i distacchi erano meno frequenti. L’esperto ha sottolineato che la combinazione di caldo estremo e piogge ha reso le montagne più vulnerabili. Il geologo ha anche sottolineato l’importanza di usare prudenza e di avvertire sempre la destinazione quando si percorre la val Travenanzes. «È inutile chiudere i sentieri perché la gente alla fine va dove vuole. Importante è usare prudenza e avvertire sempre qual è la destinazione», ha detto. Fenti ha ricordato che, di solito, le frane si verificano a novembre, quando c’è molta pioggia, mentre in settembre e ottobre erano meno frequenti. Tuttavia, l’escursione termica di questi giorni ha reso il periodo più rischioso.
Con un autunno che si sta prospettando particolarmente mite, è lecito attendersi nuovi crolli. Assistiamo in questi giorni a una notevole escursione termica. Vuol dire che sulle pareti oltre i 2000 metri la temperatura va sotto lo zero di notte e di giorno il sole è ancora abbastanza caldo da favorire ulteriori fenomeni. L’esperto ha concluso che, pur non potendo fare previsioni certe, i rischi sono aumentati a causa delle condizioni climatiche attuali.



