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lunedì 5 Ottobre 2026

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Cronaca

Sesso con allieva 14enne, ex istruttore lavora ancora in piscina. «Faccio solo l’amministrativo»

Ex istruttore condannato per atti sessuali con minorenne continua a lavorare in piscina. Difende la sua posizione.

Nel 2019 un ex istruttore di nuoto è stato condannato a due anni di reclusione per atti sessuali con una minorenne, una ragazza di 14 anni che si allenava in una piscina comunale di Mestre. L’episodio, che ha suscitato scalpore, ha visto l’uomo coinvolto in una relazione sentimentale con l’allieva, con conseguenze legali che hanno portato a un patteggiamento. Nonostante la condanna, l’uomo continua a lavorare in un’altra piscina, dove svolge mansioni di amministrativo, nonostante le critiche interne all’ambiente delle piscine locali.

La vicenda è emersa nel 2018 quando il fratello maggiore della ragazza ha segnalato alle famiglie voci circolate negli spogliatoi della piscina di via Circonvallazione, secondo cui la ragazza avesse una relazione con l’istruttore. L’indagine ha portato alla scoperta di video, fotografie e messaggi che hanno confermato i rapporti sessuali. L’uomo, che era presidente dell’associazione Nuoto Venezia, è finito sotto processo e ha visto ridurre la pena a due anni grazie a un patteggiamento. Tuttavia, nonostante la condanna, non ha abbandonato il lavoro in piscina.

«Faccio solo l’amministrativo, non sono a contatto con i giovani», ha dichiarato l’ex istruttore, che ora svolge mansioni non direttamente legate all’attività sportiva. La difesa si basa sul fatto che la condanna non include pene accessorie che lo inibiscano dal lavorare in una piscina. Tuttavia, il caso ha suscitato dibattiti all’interno dell’ambiente delle piscine, con chi contesta l’opportunità che un uomo con un passato simile continui a frequentare l’ambiente.

Relazioni familiari e gestione delle strutture

Le due piscine di Mestre, quella di via Circonvallazione e quella del parco Albanese, sono formalmente gestite da società diverse: “Nuoto Venezia” e “Nuotatori veneziani”. Tuttavia, il sito web della società gestita dal fratello dell’ex istruttore rimanda direttamente a quello dell’impianto di Bissuola, segno di un legame non solo formale ma anche organizzativo. L’uomo, che è ora 52enne, è praticamente il factotum della piscina di Bissuola, pur non essendo parte del direttivo della società. Nonostante la condanna, non ha abbandonato l’ambiente e continua a frequentare i locali, nonostante le critiche interne.

Il caso potrebbe passare nelle mani del Comune, visto che l’ex istruttore non fa parte del direttivo della società che gestisce l’impianto di Bissuola. Nonostante ciò, è comunque presente all’interno dell’impianto, pur non svolgendo attività direttamente con i giovani. L’uomo ha sottolineato che la relazione era amorosa e non violenta, ma non ha smesso di lavorare. La questione rimane aperta, con il rischio che il Comune possa prendere provvedimenti per garantire la sicurezza dei minori.

Le conseguenze e il futuro

La vicenda ha suscitato dibattiti all’interno dell’ambiente delle piscine, con chi contesta l’opportunità che un uomo con un passato simile continui a frequentare l’ambiente. L’ex istruttore, pur non essendo nel direttivo della società, è comunque presente all’interno dell’impianto, pur non svolgendo attività direttamente con i giovani. La difesa si basa sul fatto che la condanna non include pene accessorie che lo inibiscano dal lavorare in una piscina. «Non sono un mostro», ha dichiarato l’ex istruttore, che ha sottolineato che la relazione era amorosa e non violenta. Tuttavia, il caso ha suscitato dibattiti all’interno dell’ambiente delle piscine, con chi contesta l’opportunità che un uomo con un passato simile continui a frequentare l’ambiente. La questione rimane aperta, con il rischio che il Comune possa prendere provvedimenti per garantire la sicurezza dei minori.

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