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mercoledì 7 Ottobre 2026

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Riforma elettorale, il voto finale in vista. La Consulta potrebbe decidere a febbraio

La riforma elettorale procede con i voti di fiducia, con decisioni della Consulta previste a febbraio.

La riforma elettorale procede con i voti di fiducia, con l’Aula della Camera che oggi si appresta al terzo voto in vista del via libera definitivo al testo, atteso per giovedì. La norma, fortemente voluta dalla maggioranza che sostiene il governo Meloni, prevede modifiche al sistema di elezione del Senato. L’obiettivo è di portare avanti il testo, con l’attenzione concentrata sulle prossime decisioni della Consulta, che potrebbero arrivare già a febbraio. Il timing della Consulta sui ricorsi è in fase di definizione, con un’eventuale pronuncia che potrebbe avvenire entro il mese di febbraio.

Il timing della Consulta sui ricorsi

Secondo gli esperti, il timing prevede una serie di passaggi che si svolgeranno nell’arco di almeno tre mesi e mezzo. I ricorsi, in via di redazione, saranno depositati appena la legge entrerà in vigore, ossia quindici giorni dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Una volta depositato il ricorso, i tribunali dovrebbero adottare un procedimento semplificato, con l’obiettivo di fissare l’udienza dopo 40 giorni. A quel punto, il giudice potrebbe decidere di sollevare una questione di legittimità costituzionale davanti alla Consulta.

Il coordinatore della Rete contro la riforma della legge elettorale, Roberto Zaccaria, ha spiegato che l’obiettivo è che la pronuncia della Corte arrivi nei tempi utili per le elezioni. I ricorsi, in via di redazione, saranno pronti per essere depositati nei tribunali non appena entrerà in vigore la riforma. L’ordinanza dovrà poi essere notificata alle parti interessate, e entro 20 giorni dalla notifica il presidente della Consulta potrebbe fissare l’udienza nei successivi 20 giorni.

La Corte costituzionale e la sentenza del 2017

La Corte costituzionale, con ogni probabilità, sarà chiamata a decidere sulla legge elettorale a dieci anni esatti di distanza dalla sentenza depositata a febbraio 2017, in cui dichiarò parzialmente illegittimo l’Italicum. In particolare, la sentenza stoppò il turno di ballottaggio tra le due liste più votate nel caso in cui nessuna avesse raggiunto il 40% dei voti, ritenendolo lesivo della rappresentanza e della parità del voto. Mentre disse sì ai capilista bloccati e al premio di maggioranza considerato ragionevole per la lista che raggiunge il 40% dei voti.

La norma, fortemente voluta dalla maggioranza che sostiene il governo Meloni, dispone modifiche al sistema di elezione del Senato. L’Assemblea di Montecitorio procederà oggi all’esame, con un terzo voto di fiducia, dell’articolo 3, che modifica i confini territoriali dei collegi uninominali senatoriali della provincia di Bolzano, e al voto dell’articolo 8, che estende il diritto di voto dei fuori sede ai caregiver familiari e alla discussione degli ordini del giorno al testo. La riforma elettorale ha già superato due round di approvazione e si avvicina al voto finale. Il via libera definitivo, a scrutinio segreto, alla riforma elettorale è fissato per la tarda mattinata di giovedì prossimo, 8 ottobre. La norma, fortemente voluta dalla maggioranza che sostiene il governo Meloni, prevede modifiche al sistema di elezione del Senato, con un focus su una maggiore rappresentanza e parità del voto.

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