Regno Unito e Francia: tra cautela e aperture condizionate
Regno Unito e Francia: un rapporto tra cautela e aperture condizionate.
Un approccio differente è stato adottato dal Regno Unito. Già all’indomani dei primi raid israelo-statunitensi sull’Iran, il premier Keir Starmer aveva annunciato la concessione dell’uso di basi militari britanniche a Washington. Tuttavia, questa apertura era accompagnata dalla precisazione che Londra non avrebbe preso parte direttamente all’azione offensiva. Successivamente, l’autorizzazione è stata estesa anche ad attacchi contro obiettivi iraniani che minacciano lo Stretto di Hormuz, ma sempre etichettati come “operazioni difensive”, delineando una posizione di supporto condizionato.
La Francia, dal canto suo, ha mantenuto una linea più fredda e prudente. Lo stato maggiore transalpino ha chiarito che l’accettazione di aerei militari di appoggio USA nella base di Istres era stata autorizzata esclusivamente per il “sostegno alla difesa dei partner”, nell’ambito di una routine NATO, e non per operazioni di attacco contro l’Iran. Questa posizione è stata ribadita dal presidente Emmanuel Macron, che ha sottolineato come la Francia agisca unicamente in capacità difensiva nel contesto del conflitto in Medio Oriente. Un esempio lampante è stata la decisione, riportata dai media, di negare lo spazio aereo francese a voli israeliani con a bordo armi americane, poi ridimensionata, ma comunque indicativa di una rigorosa aderenza alle procedure e una cautela nell’engagement diretto.
La posizione tedesca e lo scenario geopolitico europeo
La Germania e il suo ruolo chiave nel complesso scenario geopolitico europeo.
La Germania ha presentato una posizione meno definita rispetto agli altri grandi attori europei. Il governo tedesco, attraverso il suo portavoce, ha spiegato che l’uso delle basi USA di Ramstein e Spangdahlem è regolato da accordi e trattati giuridicamente validi, compatibili con il diritto interno, e pertanto “non sarà limitato”. Tuttavia, la portata dell’impiego diretto di Ramstein, quartier generale delle forze aeree statunitensi in Europa, in azioni di combattimento in Iran rimane incerta. Il ministero degli Esteri tedesco ha comunque tenuto a precisare che la Germania non sta compiendo “atti di aggressione” contro Teheran, cercando di bilanciare gli impegni con la NATO e la propria autonomia.
In sintesi, la gestione delle basi USA in Europa in relazione alle operazioni contro l’Iran rivela un fronte europeo disunito. Mentre alcuni Paesi come la Spagna e l’Italia hanno mostrato una ferma opposizione o hanno imposto condizioni severe, altri come il Regno Unito hanno optato per un supporto più flessibile, seppur con riserve. La Francia e la Germania, pur mantenendo un profilo più defilato, sottolineano l’importanza della difesa e delle procedure NATO, ma evitano un coinvolgimento diretto in azioni offensive. Questo scenario complesso evidenzia le sfide che l’Unione Europea deve affrontare nel definire una politica estera e di difesa comune, soprattutto quando si tratta di decisioni che possono avere significative ripercussioni geopolitiche.



