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mercoledì 16 Settembre 2026

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Esteri

Come si comportano gli altri Paesi Ue con le basi Usa: dal blocco della Spagna alla linea fredda di Germania e Francia

Spagna e Italia negano l’uso delle basi USA per l’Iran, mentre altri Paesi UE si dividono. Scopri il segreto delle capitali europee.

L’amministrazione di Donald Trump ha messo alla prova i rapporti transatlantici, evidenziando una notevole divergenza tra gli stati membri dell’Unione Europea riguardo all’utilizzo delle basi militari statunitensi presenti sul loro territorio. Le richieste di Washington, volte a ottenere punti d’appoggio per le operazioni contro l’Iran, hanno generato risposte tutt’altro che uniformi, rivelando un panorama diplomatico frammentato.Tra le reazioni più decise spicca quella della Spagna. Il governo di centrosinistra iberico, per bocca della ministra della Difesa Margarita Robles, ha comunicato in maniera inequivocabile il suo rifiuto. La Spagna ha categoricamente negato l’autorizzazione all’uso delle sue basi, come quelle di Rota e Morón, e del proprio spazio aereo per qualsiasi attività legata a un conflitto con l’Iran. Il premier Pedro Sánchez ha rafforzato questa posizione, dichiarando apertamente che la Spagna non intende partecipare a quella che ha definito una “guerra illegale”.Anche l’Italia si è trovata al centro delle discussioni con il cosiddetto “caso Sigonella”. Secondo le ricostruzioni, Roma avrebbe negato l’utilizzo della base militare a Trump a seguito di una presunta mancata comunicazione o avvertimento. Questo episodio ha sottolineato la volontà italiana di mantenere un certo livello di autonomia decisionale, pur ribadendo la solidità dei rapporti con gli Stati Uniti.

Regno Unito e Francia: tra cautela e aperture condizionate

Regno Unito e Francia: tra cautela e aperture condizionate

Regno Unito e Francia: un rapporto tra cautela e aperture condizionate.

 

Un approccio differente è stato adottato dal Regno Unito. Già all’indomani dei primi raid israelo-statunitensi sull’Iran, il premier Keir Starmer aveva annunciato la concessione dell’uso di basi militari britanniche a Washington. Tuttavia, questa apertura era accompagnata dalla precisazione che Londra non avrebbe preso parte direttamente all’azione offensiva. Successivamente, l’autorizzazione è stata estesa anche ad attacchi contro obiettivi iraniani che minacciano lo Stretto di Hormuz, ma sempre etichettati come “operazioni difensive”, delineando una posizione di supporto condizionato.

La Francia, dal canto suo, ha mantenuto una linea più fredda e prudente. Lo stato maggiore transalpino ha chiarito che l’accettazione di aerei militari di appoggio USA nella base di Istres era stata autorizzata esclusivamente per il “sostegno alla difesa dei partner”, nell’ambito di una routine NATO, e non per operazioni di attacco contro l’Iran. Questa posizione è stata ribadita dal presidente Emmanuel Macron, che ha sottolineato come la Francia agisca unicamente in capacità difensiva nel contesto del conflitto in Medio Oriente. Un esempio lampante è stata la decisione, riportata dai media, di negare lo spazio aereo francese a voli israeliani con a bordo armi americane, poi ridimensionata, ma comunque indicativa di una rigorosa aderenza alle procedure e una cautela nell’engagement diretto.

La posizione tedesca e lo scenario geopolitico europeo

La posizione tedesca e lo scenario geopolitico europeo

La Germania e il suo ruolo chiave nel complesso scenario geopolitico europeo.

 

La Germania ha presentato una posizione meno definita rispetto agli altri grandi attori europei. Il governo tedesco, attraverso il suo portavoce, ha spiegato che l’uso delle basi USA di Ramstein e Spangdahlem è regolato da accordi e trattati giuridicamente validi, compatibili con il diritto interno, e pertanto “non sarà limitato”. Tuttavia, la portata dell’impiego diretto di Ramstein, quartier generale delle forze aeree statunitensi in Europa, in azioni di combattimento in Iran rimane incerta. Il ministero degli Esteri tedesco ha comunque tenuto a precisare che la Germania non sta compiendo “atti di aggressione” contro Teheran, cercando di bilanciare gli impegni con la NATO e la propria autonomia.

In sintesi, la gestione delle basi USA in Europa in relazione alle operazioni contro l’Iran rivela un fronte europeo disunito. Mentre alcuni Paesi come la Spagna e l’Italia hanno mostrato una ferma opposizione o hanno imposto condizioni severe, altri come il Regno Unito hanno optato per un supporto più flessibile, seppur con riserve. La Francia e la Germania, pur mantenendo un profilo più defilato, sottolineano l’importanza della difesa e delle procedure NATO, ma evitano un coinvolgimento diretto in azioni offensive. Questo scenario complesso evidenzia le sfide che l’Unione Europea deve affrontare nel definire una politica estera e di difesa comune, soprattutto quando si tratta di decisioni che possono avere significative ripercussioni geopolitiche.

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