Angelo D’Orsi, professore universitario torinese, ha ricevuto un invito da un’organizzazione russa per partecipare come osservatore alle elezioni della Duma, la camera bassa del Parlamento russo, in programma il 18-20 settembre 2026. L’organizzazione, nata a Mosca e sostenuta da ambienti istituzionali russi, ha dichiarato di interpellare esperti politici per monitorare le procedure elettorali, con l’obiettivo di garantire una certificazione della trasparenza del voto. L’invito, ricevuto direttamente da D’Orsi, segna un ulteriore passo nella costruzione di un sistema di osservazione elettorale a totale servizio del potere russo.
Un progetto a servizio del Cremlino
L’organizzazione che ha invitato D’Orsi si chiama International Association for Political and Electoral Experts (Iapee), un’associazione internazionale nata a Mosca nell’aprile 2026 durante una conferenza su osservazione e expertise elettorale. L’evento è stato sostenuto da istituzioni russe come il Ministero degli Esteri, l’Amministrazione presidenziale e la Commissione elettorale centrale (Cec), le stesse che teoricamente dovrebbero essere oggetto di vigilanza da parte di un’organizzazione indipendente. Il direttore del Center for International Interaction and Cooperation (Ciic), Areg Agasaryan, fa parte del board di Iapee, collegandola a think tank russi come il Social Research Expert Institute, creato da Sergej Kirijenko, ex alto funzionario del governo russo.
Un presidente italiano per un’organizzazione russa
Il presidente dell’Iapee è un italiano, Vito Grittani, un nome noto per le sue attività in regioni separatiste come l’Abkhazia e la Transnistria, entrambe sostenute da Mosca. Grittani ha dichiarato di aver accompagnato 13 italiani come osservatori nei referendum farsa organizzati dalla Russia in Ucraina nel 2022, in violazione del diritto internazionale. L’esperienza di Grittani e di altri membri del direttivo dell’Iapee suggerisce che l’organizzazione non è indipendente, ma parte di un circuito di osservatori politicamente orientati, selezionati direttamente da Mosca.
Secondo Russian Election Monitor, l’obiettivo del Cremlino è costruire uno strumento domestico per strutturare la selezione e l’impiego di osservatori, al fine di sostituire il controllo internazionale indipendente. Dopo l’estromissione degli esperti Osce/Odihr, assenti dalla Russia da quasi un decennio, l’Iapee rappresenta un’alternativa a servizio del potere. Gli osservatori dell’Ufficio Osce a Varsavia, normalmente presenti in quasi tutte le nazioni membri, hanno potuto intervenire solo alle elezioni presidenziali del 2018, registrando violazioni sistematiche dei diritti politici e un sistema informativo sotto il controllo del Cremlino.
Il caso di D’Orsi rappresenta un’altra pietra miliare in questa strategia. Il professore, con una certa autorevolezza e un pubblico noto, potrebbe diventare un simbolo di una certificazione elettorale su misura, in grado di sostituire lo standard internazionale. L’invito, probabilmente scambiato per un riconoscimento di competenze politiche, è in realtà un premio di fedeltà. D’Orsi, nel video in cui si vanta dell’invito, ha anche magnificato la democrazia russa, pur nel contesto di un paese in cui gli oppositori sono in esilio, in prigione o in un cimitero, e la libertà di stampa è tra le ultime del mondo.
La realtà è che D’Orsi ha accettato di essere complice di un disegno più ambizioso. Il prossimo anno, quando l’Italia tornerà alle urne, dovrà affrontare un contesto in cui il modello russo potrebbe influenzare anche le procedure elettorali in Europa. Non è facile liquidare tutto come una farsa. Quando le farse sono finanziate, strutturate e replicabili, smettono di far ridere: diventano strumenti. Riconoscerli per ciò che sono e chiamare per nome chi li maneggia è la prima forma di difesa. Il vero obiettivo, secondo Russian Election Monitor, non sono nemmeno le elezioni della Duma del 20 settembre: quelle sono il banco di prova. Il fine è esportare un modello – la cosiddetta «sovranità elettorale» – verso il Sud globale e sostituire lo standard universale del voto libero e corretto con un pulviscolo di criteri su misura, buoni per ogni autocrazia che voglia sottrarsi allo scrutinio internazionale.



