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mercoledì 16 Settembre 2026

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Esteri

L’opposizione globale ai Ray-Ban Meta cresce a causa della privacy e della sicurezza

Le autorità di tutto il mondo si oppongono ai Ray-Ban Meta per rischi di privacy e sicurezza.


Le autorità di diversi Paesi stanno prendendo posizione contro i Ray-Ban Meta, accusati di mettere a rischio la privacy e la sicurezza. Il fenomeno, che si sta diffondendo in tutto il mondo, ha suscitato preoccupazioni in ambiti diversi, da scuole a tribunali, passando per centri di detenzione e trasporti pubblici. La fotocamera integrata, con un LED che segnala la registrazione, è considerata insufficiente per garantire la consapevolezza dei soggetti ripresi. In alcune regioni, come Oslo e Gran Bretagna, sono stati adottati divieti o misure restrittive per limitare l’uso di questi dispositivi.

Privacy e sicurezza in discussione

La questione riguarda soprattutto la protezione dei dati personali e la possibilità di essere ripresi senza consenso. In Gran Bretagna, l’organizzazione Refuge ha sollevato un allarme specifico sulle donne e le ragazze, segnalando un aumento del 62% delle segnalazioni di abusi facilitati dalla tecnologia nel 2025. In Italia, il Garante per la protezione dei dati personali ha espresso preoccupazione per la raccolta non sempre percepibile di immagini e voci di terzi. Il presidente Pasquale Stanzione ha dichiarato che l’autorità “segue con attenzione l’evoluzione tecnologica degli smart glasses, dispositivi che pongono questioni rilevanti in materia di protezione dei dati personali”.

Divieti e controlli in aumento

Le autorità locali stanno adottando misure per limitare l’uso dei Ray-Ban Meta. A Oslo, la vicesindaca responsabile dell’Istruzione, Julie Remen Midtgarden, ha vietato gli occhiali smart in tutte le scuole cittadine dal 27 agosto. La sua posizione è netta: “Una delle aziende più ricche del mondo ha lanciato un prodotto la cui intera logica commerciale consiste nel rendere impossibile sapere quando si viene ripresi”. In Gran Bretagna, gli occhiali sono stati vietati nei tribunali di Inghilterra e Galles, con obbligo di consegna all’ingresso. Inoltre, la polizia di New York ha incluso i Ray-Ban Meta nella sua circolare, definendoli una potenziale minaccia alla sicurezza e al controspionaggio.

Un caso particolare ha suscitato preoccupazioni: un detenuto in Carolina del Sud ha pubblicato su TikTok un video girato dall’interno di un centro di detenzione, riprendendo docce fatiscenti, celle di isolamento e altri detenuti che dormivano o mangiavano, tutti inconsapevoli di essere filmati. Il video, ormai sparito, è diventato uno dei casi citati dalla polizia di New York nella sua circolare. Secondo il Guardian, documenti simili sono stati prodotti da forze dell’ordine in tutto il paese, dal Maine alla California.

Un fenomeno transnazionale

Il problema ha una dimensione intrinsecamente transnazionale, con autorità e organizzazioni che si coordinano per affrontarlo. Il Garante italiano ha espresso la sua preoccupazione e ha aggiunto che è in contatto con le altre autorità europee nell’ambito del Comitato europeo per la protezione dei dati. Inoltre, è emerso che Meta ha già sviluppato una funzione di riconoscimento facciale pronta per essere integrata negli occhiali, il che rende ancora più delicata la questione.

Emma Pickering, responsabile del team dedicato alle tecnologie, ha dichiarato: “È diventato fin troppo facile per i malintenzionati accedere a questi accessori smart e usarli come vere e proprie armi anche solo per sconfinare nella privacy, all’insaputa dei diretti interessati”. La crescente preoccupazione per la privacy e la sicurezza ha portato a una serie di divieti e controlli, con le autorità di mezzo mondo che si oppongono al prodotto di una delle aziende più ricche del mondo.

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