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mercoledì 16 Settembre 2026

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Esteri

Christine Lagarde in vista di un addio anticipato: la Bce cerca nuovi vertici

Christine Lagarde potrebbe lasciare la presidenza della Bce in anticipo, mentre i governi dell’Eurozona cercano di definire i nuovi vertici.


Christine Lagarde, presidente della Banca Centrale Europea (Bce), potrebbe annunciare un addio anticipato al suo incarico, con un possibile annuncio già durante la riunione di politica monetaria di ottobre 2026. L’ipotesi, sottolineata dal Financial Times, arriva mentre i governi dell’Eurozona cercano di definire i nuovi vertici dell’Eurotower, con un obiettivo di raggiungere un accordo entro la fine dell’anno. La scadenza naturale del mandato di Lagarde è prevista per ottobre 2027, ma le trattative per una sua uscita anticipata sono in atto, con la possibilità di un annuncio già a ottobre.

La successione a Lagarde e le complessità delle nomine

La successione a Lagarde non è un semplice cambio di figura, ma un puzzle complesso che coinvolge diverse cariche chiave all’interno della Bce. Tra queste, il ruolo del capo economista, attualmente occupato da Philip Lane e Isabel Schnabel, i cui mandati scadranno nel 2027. La scelta dei nuovi vertici dovrà tener conto di equilibri nazionali e di profili diversi, in modo da garantire una leadership efficace per gli anni a venire. La Bce ha già alzato due volte i tassi nel 2026 e deve gestire pressioni inflazionistiche che potrebbero persistere fino al 2027.

La candidatura di Joachim Nagel e le tensioni tedesche

Una delle sfide più complesse è rappresentata dalla candidatura del presidente della Bundesbank Joachim Nagel. La sua nomina porterebbe due tedeschi alla guida di Bce e Commissione Europea, una combinazione senza precedenti e difficile da accettare per gli altri Paesi. Secondo diverse fonti, il sostegno di Berlino a Nagel sarebbe piuttosto tiepido. L’idea tedesca prevede di affiancare a un presidente straniero un forte capo economista tedesco, creando un contrappeso nazionale. Tuttavia, Parigi sembra preferire candidati come Agnès Bénassy-Quéré, vicepresidente della Banque de France, o Laurence Boone, ex capo economista dell’Ocse.

Le nomine dovranno bilanciare gli equilibri tra Nord e Sud dell’Europa e tra falchi e colombe della politica monetaria. La scelta del presidente della Bce dovrà tener conto anche degli equilibri tra i Paesi membri, con nomi in discussione come Pablo Hernández de Cos e Klaas Knot. La partita non riguarda solo la successione a Lagarde, ma la squadra che dovrà guidare la politica economica e monetaria dell’Eurozona negli anni a venire.

Le elezioni francesi e l’impatto politico

Le elezioni presidenziali francesi di aprile 2027 aggiungono ulteriore complessità al quadro. Marine Le Pen è indicata come favorita per succedere a Emmanuel Macron, ma Parigi punta a mantenere un controllo su alcuni incarichi chiave, come la presidenza della Bce. La nuova squadra dovrà riunire “figure forti e con profili diversi”, capaci di “agire efficacemente nei prossimi anni”, come ha concluso un funzionario al Financial Times. La successione a Lagarde diventa così una trattativa molto più ampia, in cui ogni nomina può condizionare le altre. Il riassetto arriva in una fase delicata, con volatilità sui bond, tensioni geopolitiche e un aumento dei costi di finanziamento dei governi. La Bce dovrà gestire queste sfide, mentre i governi dell’Eurozona cercano di trovare un accordo su una squadra di vertice in grado di guidare l’Europa nei prossimi anni.

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