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mercoledì 16 Settembre 2026

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La Calabria presenta il riso di Sibari a Risò, un’esperienza di qualità e sostenibilità

La Calabria promuove il riso di Sibari a Risò, valorizzando qualità e sostenibilità in un contesto internazionale.


La Calabria ha portato il riso di Sibari al Festival Internazionale del Riso di Vercelli, evento che ha visto la partecipazione di aziende, ricercatori e istituzioni per promuovere una filiera agroalimentare di qualità e sostenibilità. L’evento, svoltosi dal 11 al 13 settembre 2026, ha rappresentato un’occasione per far conoscere una realtà produttiva poco nota ma ricca di potenzialità. La Piana di Sibari, con le sue caratteristiche pedoclimatiche e la tradizione millenaria, ha dimostrato di essere in grado di coniugare innovazione, sostenibilità e identità territoriale.

La partecipazione della Calabria a Risò ha offerto una vetrina internazionale per il riso di Sibari, un prodotto che si distingue per la sua qualità e per il legame con il territorio. L’assessore all’Agricoltura, Gianluca Gallo, ha sottolineato come la sfida sia trasformare questa unicità in valore competitivo, rafforzando una filiera corta e tracciabile. «Un riso che nasce su terreni alluvionali, tra il mare Ionio e i grandi sistemi montuosi calabresi, e che sviluppa caratteristiche distintive di struttura e sapore», ha dichiarato Gallo, sottolineando l’importanza della narrazione del territorio.

Un riso che racconta la storia della Calabria

La Piana di Sibari si presenta come un modello agricolo che amplia la tradizionale geografia del riso italiano, storicamente concentrata tra Piemonte e Lombardia. La produzione si distingue per qualità, sostenibilità e legame con il territorio. La sua storia si radica in una millenaria tradizione che richiama l’antica Sybaris, uno dei centri più prosperi della Magna Grecia. Oggi, questa eredità si traduce in una produzione contemporanea che mantiene un forte legame identitario con il territorio.

La sfida è trasformare questa unicità in valore competitivo, rafforzando una filiera corta, tracciabile e sempre più riconoscibile sui mercati.

Le aziende locali, come Masseria Fornara e Magisa, hanno testimoniato la capacità del territorio di coniugare innovazione, competenze imprenditoriali e valorizzazione delle risorse naturali. Il confronto tra mondo produttivo e ricerca ha permesso di approfondire le peculiarità delle varietà coltivate, nonché le tecniche agronomiche adottate e le prospettive di sviluppo della filiera. «Una produzione capace di rispondere alle nuove esigenze dei consumatori e alle sfide della sostenibilità ambientale», ha sottolineato un rappresentante delle aziende presenti.

Un passo verso nuovi mercati e una filiera competitiva

La partecipazione al festival ha rappresentato un momento strategico per posizionare la Piana di Sibari come un’area emergente nel panorama risicolo nazionale. L’evento ha suscitato interesse tra operatori e buyer internazionali, contribuendo a far conoscere una realtà produttiva che, pur rimanendo di dimensioni contenute, esprime un elevato potenziale in termini di qualità, identità e competitività. L’edizione 2026 di Risò ha trasformato Vercelli in una vetrina internazionale della cultura del riso, arricchendo il racconto della risicoltura italiana con una prospettiva nuova e complementare, capace di integrare tradizione e innovazione. La visione condivisa tra aziende, ricercatori e istituzioni è quella di una risicoltura di nicchia, orientata alla qualità e alla distintività. La Piana di Sibari si configura come un laboratorio agricolo dinamico, in cui le condizioni pedoclimatiche favorevoli e le competenze tecniche si traducono in produzioni con caratteristiche organolettiche riconoscibili. Questo patrimonio agricolo si inserisce nella strategia più ampia di promozione dell’agroalimentare calabrese, con l’obiettivo di puntare su tracciabilità, qualità certificata e narrazione del territorio.

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