Chi guida una delle più grandi aziende italiane quotate in Borsa guadagna milioni di euro all’anno. Secondo un recente studio, la remunerazione complessiva degli amministratori delegati delle società quotate supera spesso i 3 milioni di euro. Lo stipendio fisso rappresenta solo una parte del compenso totale, con bonus e incentivi che giocano un ruolo fondamentale.
Stipendi e bonus: la crescita del compenso
Nel 2026, l’opportunità di guadagno legata agli incentivi di breve periodo, i cosiddetti Sti (Short term incentive), è aumentata del 28% rispetto al 2025. Gli incentivi di lungo periodo, gli Lti (Long term incentive), sono cresciuti del 25%. Questi ultimi, spesso legati ai risultati dell’azienda raggiunti nell’arco di più anni, vengono riconosciuti attraverso azioni o altri strumenti finanziari. Nelle società non finanziarie del Ftse Mib, lo stipendio fisso rappresenta solo il 33% del pacchetto retributivo potenziale di un amministratore delegato. Il 27% è composto da incentivi di breve termine, mentre il restante 40% da incentivi di lungo periodo. In pratica, circa due terzi del compenso dipendono dai bonus e dagli incentivi.
Le società e i loro amministratori
Secondo un’analisi realizzata da Marsh, nel 2025 la remunerazione fissa mediana degli amministratori delegati delle principali società quotate italiane è stata di circa 1,24 milioni di euro lordi all’anno. A questa cifra si aggiunge un bonus annuale mediano di circa 762mila euro, portando il totale a circa 2 milioni di euro l’anno. Un altro studio, pubblicato nel 2026 da Cutillo & Partners per l’Osservatorio Executive Compensation e Corporate Governance della Luiss Business School, stima una total compensation mediana superiore ai 3,5 milioni di euro per gli amministratori delegati di un campione di società del Ftse Mib. La cifra include non solo lo stipendio fisso e il bonus annuale, ma anche gli incentivi azionari e quelli di lungo periodo.
La classifica dei migliori amministratori delegati mostra che le banche e le società energetiche si posizionano in testa. Tra i primi dieci, troviamo Carlo Messina di Intesa Sanpaolo con 12,62 milioni di euro, Andrea Orcel di UniCredit con 11,47 milioni, e Philippe Donnet di Generali con 10,12 milioni. Questi dati evidenziano una crescente tendenza a distribuire la remunerazione in modo non solo fisso, ma anche attraverso bonus e incentivi pluriennali. La remunerazione totale degli amministratori delegati supera spesso i 3 milioni di euro all’anno. Per comprendere appieno il compenso complessivo, è necessario andare oltre lo stipendio fisso. La combinazione di bonus, incentivi di breve e lungo periodo rappresenta la maggior parte del guadagno netto degli amministratori delegati delle grandi aziende italiane.



