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mercoledì 16 Settembre 2026

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Esteri

Mosca osserva le urne europee. L’allarme svedese sulle reti di bot

La Svezia monitora le operazioni di influenza russa in Europa, con particolare attenzione alle reti di bot e alle strategie di polarizzazione.

La Russia osserva con attenzione le prossime scadenze elettorali in Europa, considerandole un terreno strategico per amplificare divisioni e indebolire il sostegno all’Ucraina. È l’analisi di Magnus Hjort, direttore generale dell’Agenzia svedese per la Difesa psicologica, intervistato da Politico. Secondo Hjort, le operazioni di influenza non mirano necessariamente a determinare l’esito di una consultazione elettorale, ma agiscono sul contesto informativo che precede il voto, sfruttando fratture politiche preesistenti e amplificando contenuti polarizzanti. La priorità, per la Svezia, non è il voto del 13 settembre in Svezia, dove il sostegno all’Ucraina è ampiamente condiviso, ma le consultazioni regionali e locali in Germania e, soprattutto, le presidenziali francesi del 2027.

Reti di bot e manipolazione informativa

Le operazioni di influenza straniera, in particolare quelle riconducibili alla Russia, utilizzano reti di bot per diffondere contenuti polarizzanti e manipolare l’opinione pubblica. L’Agenzia svedese ha registrato un “flusso costante” di attività di manipolazione informativa, con modalità e finalità differenti, a Russia, Cina e Iran. Un caso recente ha visto l’analisi della rete denominata “Holiday”, composta da circa 1.200 account su X e responsabile di oltre 50 mila post, commenti e condivisioni tra il 2025 e il 2026. Gli account non nascevano come profili politici, ma inizialmente parlavano di vacanze, sport e argomenti ordinari, costruendo una parvenza di attività autentica. Solo successivamente venivano impiegati per intervenire su temi politici con posizioni deliberatamente polarizzanti.

La manipolazione non si limita a diffondere notizie false, ma si basa su strategie complesse per amplificare il dubbio e indebolire la fiducia nelle istituzioni. Secondo Hjort, in alcuni casi la risposta più efficace consiste nel non concedere visibilità all’operazione. Una società sottoposta a operazioni di influenza non è vulnerabile soltanto quando crede a una notizia falsa. Può diventarlo anche quando reagisce sistematicamente secondo il comportamento previsto da chi quella notizia ha prodotto.

La tecnica della “Matrioska”

Un altro meccanismo utilizzato dalle operazioni di influenza è la cosiddetta tecnica Matryoshka. Questa strategia prevede l’uso di contenuti falsi o manipolati per attirare l’attenzione di giornalisti e fact-checker, che li verificano e smentiscono. La smentita stessa può diventare parte del meccanismo di amplificazione, poiché risorse professionali vengono assorbite nella verifica di materiale costruito appositamente per attirare attenzione, mentre un contenuto altrimenti marginale ottiene una seconda circolazione proprio grazie a chi tenta di confutarlo.

La Svezia ha anche sottolineato il rischio che la paura dell’interferenza straniera diventi un fattore di destabilizzazione. Se ogni contenuto sospetto viene interpretato come prova di una regia esterna e ogni risultato elettorale sfavorevole come il prodotto di una manipolazione, la fiducia nel processo democratico può essere intaccata anche in assenza di un intervento capace di modificarne materialmente l’esito. L’Agenzia svedese ha chiesto alle grandi piattaforme, come Meta, TikTok e X, di fare di più per individuare e smantellare le reti di account automatizzati utilizzate nelle campagne di influenza.

La priorità, secondo la valutazione svedese, non sarebbe stata il voto del 13 settembre in Svezia, dove sul sostegno all’Ucraina esiste un consenso politico relativamente ampio, quanto appuntamenti potenzialmente più rilevanti sul piano strategico: le consultazioni regionali e locali in Germania e, soprattutto, le presidenziali francesi del 2027. Il punto sposta l’attenzione dall’idea, spesso semplicistica, dell’“interferenza elettorale” come tentativo di far vincere un candidato.

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