Il sindaco di Ferrara Alan Fabbri ha rivolto un messaggio ai giovani in occasione del primo giorno di scuola, sottolineando l’importanza del percorso educativo e la necessità di crescere attraverso esperienze, relazioni e responsabilità. Il testo, pubblicato il 14 settembre 2026, è stato condiviso su Facebook e WhatsApp e rappresenta un invito a riflettere su come la scuola possa essere un luogo di formazione non solo intellettuale, ma anche umano. Fabbri ha parlato di identità, amicizia, tecnologia e il ruolo dei brutti voti come strumento di crescita.
La scuola come luogo di esperienze e confronti
Il sindaco ha citato Cesare Pavese, ricordando una frase che lo ha sempre colpito: «L’unica gioia al mondo è cominciare». Fabbri ha esteso questa idea al contesto scolastico, sottolineando che la scuola è un momento importante per i giovani, in cui si fanno nuove esperienze, si incontrano nuovi docenti e si costruiscono relazioni significative. «Ogni istante sarà diverso dall’altro e ce ne saranno alcuni che ricorderete per sempre», ha scritto. La scuola, secondo lui, non è solo un luogo di studio, ma anche di maturità e di crescita personale.
La scuola non è solo un luogo di studio, ma anche di maturità e di crescita personale.
Fabbri ha anche ricordato come, quando era ragazzo, era raro incontrare compagni con culture e storie diverse. «Quando ero ragazzo era molto più raro incontrare tra i banchi compagni con nomi, lingue, culture e storie familiari diverse dalle nostre», ha scritto. Oggi, invece, la scuola è più diversa e inclusiva, e Fabbri ha invitato gli studenti a conoscere le storie degli altri, a essere curiosi e a confrontarsi. «Imparate a conoscere le loro storie, siate curiosi, confrontatevi e lasciate che queste esperienze allarghino i vostri orizzonti», ha aggiunto.
La tecnologia e il rischio di standardizzazione
Fabbri ha parlato anche della tecnologia, riconoscendone i vantaggi ma anche i rischi. «Uno strumento straordinario, capace di aiutarci e di offrirci possibilità che un tempo non esistevano, ma che rischia anche di impoverire i rapporti umani e di standardizzare i processi creativi», ha scritto. Il sindaco ha espresso preoccupazione per l’uso eccessivo di strumenti digitali, come il registro elettronico, che potrebbero deresponsabilizzare gli studenti, trasferendo problemi a genitori e famiglie. «Credo che un controllo costante e immediato di ogni voto, assenza o difficoltà rischi talvolta di deresponsabilizzare lo studente», ha sottolineato.
La tecnologia, se usata in modo eccessivo, potrebbe impoverire i rapporti umani e standardizzare i processi creativi.
Il sindaco ha anche ricordato come, quando era ragazzo, era raro incontrare compagni con culture e storie diverse. «Quando ero ragazzo era molto più raro incontrare tra i banchi compagni con nomi, lingue, culture e storie familiari diverse dalle nostre», ha scritto. Oggi, invece, la scuola è più diversa e inclusiva, e Fabbri ha invitato gli studenti a conoscere le storie degli altri, a essere curiosi e a confrontarsi. «Imparate a conoscere le loro storie, siate curiosi, confrontatevi e lasciate che queste esperienze allarghino i vostri orizzonti», ha aggiunto.
Fabbri ha anche parlato del ruolo dei brutti voti come momento di crescita. «Quando prendevo un brutto voto, magari cercavo di minimizzarlo con i miei genitori o non raccontavo proprio tutto. Ma sapevo che quel problema era soprattutto mio e che spettava a me risolverlo», ha ricordato. «Quel peso mi spingeva a mettermi al lavoro, recuperare, studiare di più e cercare di ottenere un risultato migliore la volta successiva. Anche questo significa crescere: imparare che alle proprie scelte corrispondono delle conseguenze e che, prima o poi, bisogna assumersene la responsabilità.» Il sindaco ha concluso con un invito a vivere l’anno scolastico con curiosità, entusiasmo e libertà di sbagliare. «Vi auguro quindi di vivere questo nuovo anno con curiosità, entusiasmo e anche con la libertà di sbagliare. Buon anno scolastico a tutti voi», ha scritto. Il messaggio, ricco di riflessione e di esperienza personale, ha suscitato interesse e approvazione tra i giovani e i genitori.



