Il suicidio di Pietro Gugliotta, ex gregario della banda della Uno Bianca, ha portato alla luce nuove informazioni attraverso l’analisi dei dispositivi elettronici che possedeva. L’uomo, trovato impiccato a Colle d’Arba lo scorso gennaio, aveva effettuato ricerche su temi come la pensione, il cold case e le nuove indagini relative ai delitti della banda. I legali delle vittime hanno sottolineato che le analisi sui contatti potrebbero fornire ulteriori spunti per comprendere le sue motivazioni e il contesto in cui si è verificato l’estremo gesto.
Le ricerche su pensione e nuove indagini
Le parole chiave “pensione” e “Uno Bianca” sono emerse come le più frequenti nel cellulare di Gugliotta, con 1650 ricorrenze per la parola “pensione”. L’uomo, che aveva appena iniziato a pensare al pensionamento, aveva cercato informazioni su come e quando potesse andare in pensione. Tra le ricerche, una risale alle 7:30 del 24 dicembre 2025, un orario e una data che i legali hanno definito “curiosi” per un’indagine di questo tipo. Questo potrebbe indicare un momento di preoccupazione o di sconvolgimento per Gugliotta.
Contatti e aggiornamenti sugli sviluppi
Gugliotta era ancora in contatto con la sua avvocata Stefania Mannino, nonostante fosse in pensione. Stando alle copie forensi del suo telefono, si teneva aggiornato sugli sviluppi delle indagini, guardando su YouTube articoli e trasmissioni dedicate alla Uno Bianca. Tra i contenuti consultati, ci sono estratti di processi passati, tra cui la sua deposizione in Corte d’Assise, quelle di Eva Mikula e di un consulente balistico. Questi dati potrebbero aiutare a ricostruire il suo stato d’animo e le sue conoscenze sui casi. Le ricerche sulle “casi passati” e i “cold case” nazionali suggeriscono che Gugliotta fosse interessato a nuove possibilità di indagini, anche se non aveva ricevuto alcun avviso ufficiale. I legali hanno espresso l’idea che potrebbero emergere nuovi spunti da ulteriori analisi. La notizia della sua morte è stata diffusa poco dopo l’intervista di Alberto Savi, in cui ha affermato che le azioni di sangue della banda godevano della protezione dei servizi segreti italiani.
La verità giudiziaria e il ruolo di Gugliotta
Per la verità giudiziaria, Gugliotta non ha partecipato agli omicidi della banda, ma era a conoscenza delle nuove indagini. Nonostante non avesse ricevuto alcun avviso ufficiale, sapeva che poteva essere chiamato dai magistrati. Questo ha alimentato un senso di preoccupazione o di minaccia, che potrebbe aver contribuito al suo gesto estremo. L’analisi dei dispositivi elettronici potrebbe fornire ulteriori elementi per comprendere meglio il contesto in cui si è verificato il suicidio.



