Una giovane di 22 anni ha raccontato ai carabinieri l’orrore subito in una cantina a Castellammare di Stabia, dove è stata sequestrata e violentata da un uomo di 59 anni. L’episodio, avvenuto tra la sera del 2 e il 3 agosto 2026, ha scatenato un’indagine che ha portato all’arresto del 26enne Romolo Russo, accusato di sequestro di persona e stupro. La vittima, dopo aver contattato un amico e aver denunciato l’accaduto, ha ricevuto supporto dal centro antiviolenza e ha seguito una serie di accertamenti medici. Il giudice ha emesso una misura cautelare in carcere per Russo, definendolo “un soggetto che non ha osato porre alcun freno” alle sue perversioni sessuali.
Il racconto della vittima e l’atteggiamento dell’aggressore
La ragazza ha spiegato ai carabinieri che aveva sperato di poter uscire dalla cantina e andarsene via, ma l’uomo l’ha costretta a restare per un periodo indefinito. Russo, che si è spacciato per un bravo ragazzo su Instagram, ha cercato di convincerla che tutto doveva restare un segreto, dicendole: “La gente non deve sapere i fatti nostri”. La vittima ha raccontato di essere stata costretta a soddisfare le sue concupiscenze sessuali, con violenze che hanno incluso tentativi di soffocamento. Poco dopo mezzanotte, l’uomo ha spostato il termosifone per permetterle di uscire, ma le ha fatto giurare di non dire niente a nessuno.
Le conseguenze e l’intervento delle forze dell’ordine
Dopo l’uscita, la ragazza si è seduta nella sua auto per circa 5 minuti, sotto shock per quanto era successo. Poco dopo, ha contattato il 1522, il numero nazionale antiviolenza, e si è recata all’ospedale San Leonardo di Castellammare, dove i medici hanno riscontrato lividi, escoriazioni e segni di soffocamento. La vittima ha ricevuto supporto dal centro antiviolenza e, dopo alcuni giorni, ha deciso di denunciare l’episodio. Gli inquirenti hanno verificato i dettagli del racconto e hanno spinto il pm a richiedere e ottenere una misura cautelare in carcere per Russo.
Il giudice Mariaconcetta Criscuolo ha definito il comportamento di Russo “indubbiamente una personalità negativa e altamente pericolosa”, sottolineando come l’uomo abbia approfittato di una ragazza conosciuta sui social, spacciandosi per un bravo ragazzo, per adescarla e violentarla. Il gip ha anche sottolineato come l’aggressore abbia tentato di farla fingere di essere morta, un dettaglio che ha confermato la gravità del caso. La vittima, con il supporto delle istituzioni, ha trovato la forza di denunciare l’episodio e di cercare giustizia.
Un caso che mette in luce i rischi delle conoscenze online
Il caso di Castellammare ha suscitato preoccupazione per i rischi legati alle conoscenze online, in particolare quelle che si sviluppano attraverso piattaforme come Instagram. La vittima ha raccontato come l’uomo l’avesse adescata con falsi pretesti, sfruttando la sua vulnerabilità per compiere un atto di violenza estremo. L’episodio ha messo in luce l’importanza di monitorare le relazioni digitali e di seguire le linee guida per la sicurezza online. Il caso è diventato un esempio di come le relazioni virtuali possano portare a situazioni drammatiche e pericolose.



