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mercoledì 16 Settembre 2026

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Nicola Fratoianni al presidio di Cerreto d’Esi per difendere i lavoratori di Electrolux

Nicola Fratoianni e politici sostengono i lavoratori di Electrolux a Cerreto d’Esi, chiedendo un piano industriale che salvaguardi occupazione e investimenti.


Nel pomeriggio del 15 settembre, a Cerreto d’Esi, si è tenuto un presidio di protesta organizzato dai lavoratori del gruppo Electrolux, con la presenza del segretario nazionale di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni. L’evento, in concomitanza con uno sciopero nazionale indetto dai sindacati, ha visto la partecipazione di rappresentanti politici e sindacali, tra cui i deputati del Movimento 5 Stelle Chiara Appendino e Giorgio Fede, la consigliera regionale Marta Ruggeri e altri esponenti del mondo politico. L’obiettivo principale del presidio è stato ribadire il rifiuto dei tagli e chiedere un piano industriale che salvaguardi l’occupazione e l’investimento nel settore.

Una vertenza che coinvolge l’intero bacino montano

La mobilitazione nasce da una vertenza articolata, che ha visto la chiusura del plesso marchigiano e il piano di ridimensionamento che prevede 1.450 esuberi sul territorio nazionale. Secondo Sinistra Italiana, la difesa del polo industriale rappresenta un presidio fondamentale per la tenuta occupazionale ed economica dell’intero bacino montano. «Saremo a Cerreto consapevoli che questa vertenza non riguarda solo il destino di uno stabilimento, ma il modello industriale per il nostro territorio e per le aree interne», hanno sottolineato i vertici del partito.

Chiesto un intervento statale e l’uso di risorse nazionali ed europee

Nel manifesto diffuso per la giornata di mobilitazione, Sinistra Italiana ha chiesto l’attivazione di strumenti straordinari di salvaguardia. «Occorre impiegare risorse nazionali ed europee per sostenere innovazione e transizione, creando poli pubblico-privati per la riconversione e fondi territoriali per la reindustrializzazione», ha sottolineato la forza politica. L’obiettivo è difendere un’idea di lavoro che non sia unicamente un costo da comprimere, ma un’opportunità per il territorio.

Il Movimento 5 Stelle ha anche partecipato alla mobilitazione con una propria delegazione a sostegno delle tute blu dell’impianto anconetano. I rappresentanti del partito hanno accusato il governo di complicità, sottolineando che il ministro Urso con i suoi tavoli non ha risolto nulla, mentre la premier Meloni finora ha fatto la spettatrice. «È inutile festeggiare record di longevità se poi si resta inermi di fronte a famiglie che rischiano di finire per strada», hanno detto i deputati M5S. Fratoianni ha espresso il sostegno al presidio, ribadendo la necessità di un piano industriale vero, che parta dal ritiro dei licenziamenti. «Sia lei a inchiodare i vertici dell’azienda pretendendo un piano industriale vero», ha concluso il leader di Sinistra Italiana, che ha confermato la sua presenza al presidio per difendere i lavoratori e il modello industriale del territorio.

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