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Aoun sotto inchiesta per l’esplosione del porto di Beirut

Le fonti giudiziarie hanno rivelato che il procuratore presso la Corte di cassazione ha chiesto di procedere nei confronti dell’ex presidente del Libano Michel Aoun, accusato di aver saputo dell’enorme pericolo rappresentato dal carico esplosivo nel porto di Beirut e di non aver agito per evitarlo. L’esplosione, avvenuta il 4 agosto 2020, ha causato 220 morti e 6500 feriti, distruggendo interi quartieri e lasciando un segno indelebile sulla città. L’inchiesta, che ha visto il magistrato Tareq Bitar impegnato in un lavoro complesso e spesso ostacolato, ha ora un nuovo sviluppo che potrebbe cambiare il corso della storia politica del Libano.

Un carico esplosivo inatteso a Beirut

Il bastimento in questione, un cargo moldavo diretto in Mozambico, trasportava 2750 tonnellate di nitratato d’ammonio, un potente esplosivo. Il carico, originariamente registrato come proprietà di un armatore russo, ha subito un improvviso fallimento della proprietà, portando il cargo a rimanere a Beirut per anni. Come mai il carico è finito proprio a Beirut e è stato custodito in un silos del porto commerciale non è del tutto chiaro, ma si sa che in quel periodo il porto era ufficiosamente controllato da Hezbollah, che era il principale sostenitore del regime di Assad in Siria.

La guerra civile e i legami con Mosca

La guerra civile siriana, in corso durante quegli anni, ha visto Hezbollah come principale alleato del regime di Assad, con cui ha sempre mantenuto ottimi rapporti. Mosca, nel 2015, ha intervenuto a sostegno del regime, rafforzando i legami tra Hezbollah, Assad e la Russia. Alcuni in Libano hanno ipotizzato che parte del carico di esplosivo potesse essere utilizzato per fabbricare i famigerati barili bomba utilizzati da Assad per attacchi indiscriminati contro la popolazione civile. Questo scenario ha reso il porto di Beirut un punto di interesse strategico, ma anche un luogo di rischio.

Il 4 agosto 2020, il carico esplose, causando un’esplosione simile a un fungo atomico. Le autorità portuali inizialmente attribuirono l’evento a una scintilla causata da fuochi d’artificio vicini, ma l’inchiesta ha rivelato complicità e silenzi da parte di diversi attori politici. Il governo in carica si dichiarò all’oscuro, e molti rifiutarono di essere ascoltati dal giudice Bitar, ostacolando l’indagine. Il processo, che ha visto Michel Aoun al centro di accuse di complicità, è ora in fase di sviluppo e potrebbe segnare un punto di svolta per il Libano.

Il Libano, un tempo affluente, ha dichiarato default nel 2019, segnando un ulteriore declino economico e sociale. La politica, basata su un sistema confessionalista e clanico, è stata criticata per il suo ruolo nella crisi. Michel Aoun, ex generale e ex presidente, è stato eletto grazie ai voti di Hezbollah, che ha sostenuto la sua candidatura. Il suo partito, il Partito del Patriota, è risultato il più votato tra i cristiani maroniti per molti anni. Tuttavia, il sistema politico, che ha portato il Paese alla bancarotta, è ora chiamato a confrontarsi con il proprio passato di silenzi e complicità. La rinascita dello Stato libanese oggi appare difficile senza una ricostituzione di partiti interconfessionali, necessaria per affrontare i grandi problemi del Paese. La storia di Beirut, come ha scritto Samir Kassir, è la storia di una città araba, mediterranea e occidentalizzata. Se Beirut tornerà a indicare la rotta del Paese, in buona parte dipenderà da questo processo.

  • Il carico esplosivo è arrivato a Beirut nel 2013.
  • Il porto era controllato da Hezbollah.
  • Il processo contro Aoun è in corso.
  • Il Libano ha dichiarato default nel 2019.

La verità sull’esplosione del porto di Beirut potrebbe rivelarsi un passo cruciale per il futuro del Libano, un Paese che cerca di ricostruirsi dopo anni di crisi e divisioni. La giustizia, se riuscirà a procedere, potrebbe aprire una porta verso una maggiore trasparenza e responsabilità, anche se il cammino è lungo e ostacolato.

Arianna Pera

Scrive di costume, lifestyle e benessere, cercando il lato pratico e curioso dell’attualità.

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Arianna Pera

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