Pensionati italiani che hanno visto la loro pensione non bastare a vivere dignitosamente in Italia stanno trovando un’alternativa in Albania, dove il costo della vita è più basso e le pensioni non vengono tassate. Carmine Impietro, ex meccanico di Novara, racconta come, dopo 48 anni di contributi, la sua pensione non gli permetteva di vivere in modo confortevole in Italia. «Con 1500 euro al mese vivo da re», dice, mentre si gode la vista del mare dalla terrazza di un hotel a Durazzo. La scelta di trasferirsi in Albania è diventata una soluzione sempre più comune per chi cerca un’alternativa al sistema pensionistico italiano, spesso considerato inadeguato per chi ha bisogno di un reddito stabile.
Il costo della vita in Albania è nettamente inferiore rispetto all’Italia, un fattore che spinge molti pensionati a cercare una seconda casa in questo paese balcanico. Per esempio, una pensione di 2500 euro lordi al mese in Italia corrisponde a un netto di circa 1800-1900 euro, a causa delle trattenute fiscali. In Albania, invece, i 2500 euro arrivano direttamente sul conto corrente, senza alcuna detrazione. «Con ciò che risparmio di tasse, qui posso permettermi una sanità privata di assoluta eccellenza», spiega Carmine, che ha ottenuto la detassazione delle pensioni grazie a un concordato tra Inps e l’Albania.
La fuga dei pensionati dall’Italia non è un fenomeno nuovo, ma negli ultimi anni si è intensificato. Secondo i dati Istat, nel 2025 il 29,6% degli ultrasessantaquattrenni che vivono soli è a rischio povertà. Questo dato si unisce a quello dell’Inps, secondo cui nel 2024 circa 4,6 milioni di pensionati (il 28,1% del totale) percepivano meno di 1000 euro lordi al mese. «Solo nel 2024 circa 37.825 titolari di pensioni italiani si sono trasferiti all’estero», si legge in un report. L’Albania è diventata una meta popolare, con un incremento esponenziale dei pensionati che vi si trasferiscono. L’associazione “Pensionati in Albania”, fondata da Carmine nel 2018, ha visto il numero degli iscritti passare da 200 a oltre 2000.
«E’ una frase che mi colpisce, mi fa capire che i pensionati da noi sono in difficoltà», dice Carmine, che riceve molte richieste di aiuto da parte di pensionati italiani che desiderano trasferirsi in Albania. La scelta non è solo economica, ma anche legata a una qualità di vita migliore. «Non avrei mai pensato di andare all’estero, ma in Italia la mia pensione non mi permetteva la vita che volevo e così sono partito», conclude.
L’Albania, pur vivendo un boom economico trainato dal turismo e dall’edilizia, rimane un paese in evoluzione. Dopo il crollo del comunismo negli anni ’90, il paese era uno dei più poveri d’Europa, ma dal 2019 ha iniziato a registrare un forte sviluppo. L’ingresso nell’Unione Europea, però, è ancora lontano, e il paese affronta criticità come un mercato del lavoro poco attivo, salari bassi e mancanza di normative ambientali severe. «Un paese che corre lo sviluppo ma ancora carico di contraddizioni», sintetizza Carmine, che ha visto crescere la sua associazione e il numero di pensionati che scelgono di vivere in Albania.
Nonostante le criticità, il paese offre opportunità a chi cerca un’alternativa al sistema pensionistico italiano. «E quando voglio vedere i nipoti, mi basta prendere un aereo e in un’ora di volo sono a Roma», conclude Enrico d’Amico, ex capitano di nave in pensione. La scelta di trasferirsi in Albania non è solo una soluzione economica, ma anche una scelta di vita, in cui il costo della vita è basso, la pensione non è tassata e la qualità della vita è migliorata.
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