La tredicesima edizione del “Neutrino Oscillation workshop”, organizzata dalle sezioni di Bari e Lecce dell’Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn), si è conclusa a Otranto con la partecipazione di oltre 110 esperti da 15 Paesi. L’evento, che ha visto la collaborazione tra l’Università di Bari, l’Università del Salento e il comune di Otranto, ha rappresentato un momento di confronto e scambio tra ricercatori impegnati nella ricerca sui neutrini e sulle loro connessioni con altri campi della fisica.
I neutrini, particelle subatomiche estremamente leggere e difficili da rilevare, si rivelano strumenti di indagine unici. Grazie alla loro capacità di attraversare la materia senza interagire, sono in grado di “illuminare” la composizione del nostro pianeta e i fenomeni astrofisici più energetici. Durante il workshop, sono stati presentati risultati nuovi e originali, tra cui la tomografia con neutrini che ha evidenziato un profilo di densità terrestre non omogeneo, in accordo con dati già noti da sismologia, geomagnetismo e gravimetria.
La sensibilità raggiunta dai rivelatori di neutrini consente oggi di esplorare la struttura interna del pianeta. Lo studio dei geo-neutrini offre informazioni sulla distribuzione degli elementi radioattivi nella crosta e nel mantello, contribuendo a comprendere le sorgenti del calore interno della terra. I telescopi per neutrini installati negli abissi marini o sotto i ghiacci del Polo Sud misurano il flusso di neutrini prodotti dall’interazione dei raggi cosmici con l’atmosfera, fornendo dati utili per mappare la distribuzione della materia all’interno del pianeta.
La ricerca sui neutrini si concentra su tre interrogativi principali: la massa assoluta, la natura e l’ordinamento delle masse.
Dai lavori del convegno sono emersi tre interrogativi principali: la massa assoluta del neutrino, la sua natura (se neutrino e antineutrino siano la stessa particella, come ipotizzò Ettore Majorana quasi novant’anni fa) e l’ordinamento delle masse dei tre neutrini, che potrebbe essere “normale” o “inverso”. Le misure più recenti tendono a confermare l’ipotesi della natura “normale”, ma la conferma definitiva resta un obiettivo della ricerca.
“Con questi risultati – dichiara Giampaolo Co’, docente di fisica a Unisalento – Now si conferma un appuntamento imprescindibile per la comunità scientifica internazionale impegnata nella ricerca sui neutrini e sulle loro connessioni con altri campi della fisica.” Per rendere accessibile il tema, il professore di Fisica nucleare e subnucleare di UniSalento, Paolo Bernardini, ha tenuto una conferenza divulgativa dal titolo “Neutrini, le particelle fantasma dell’Universo”. L’evento è stato patrocinato dal comune di Otranto e ha visto la partecipazione di un pubblico non specialistico, con l’obiettivo di sensibilizzare e coinvolgere il pubblico su temi scientifici complessi. La quattordicesima edizione del workshop è in programma per settembre 2028, ancora una volta in Puglia. L’evento rappresenta un punto di riferimento per la comunità scientifica internazionale, con un focus su temi che spaziano dalla fisica teorica a quella sperimentale, e che coinvolgono anche la ricerca astrofisica e la comprensione dei processi che avvengono nel Sole e nelle supernovae.
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