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mercoledì 16 Settembre 2026

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Salute

Nuovo modello per presa in carico e trasporto ospiti residenze sanitarie in Lombardia

Lombardia lancia nuovo modello per presa in carico e trasporto ospiti residenze sanitarie

La Regione Lombardia ha avviato un nuovo modello per la presa in carico e il trasporto degli ospiti delle residenze sanitarie, con l’obiettivo di ridurre gli oneri a carico delle famiglie di persone fragili. Il provvedimento, approvato con una delibera, punta a semplificare e rendere più efficienti i servizi sanitari per chi vive in strutture sociosanitarie residenziali, come Rsa, Rsd e Css. L’innovazione si basa su una collaborazione tra Asst, Ats e Areu, con la regia affidata alla Direzione generale Welfare. L’obiettivo è migliorare l’accesso alle prestazioni sanitarie non urgenti, riducendo la necessità di spostamenti e sfruttando al massimo la telemedicina e il telemonitoraggio.

Valutazione del bisogno e trasporto sanitario

Nelle more dell’approvazione definitiva delle modalità operative, le strutture residenziali si interfacciano direttamente con l’Asst di riferimento, che valuta il bisogno attraverso la Centrale Operativa Territoriale (Cot). Questo sistema permette di individuare la risposta più adeguata, utilizzando le convenzioni già in essere per i trasporti. L’obiettivo è garantire una risposta sanitaria più vicina al paziente, riducendo i costi e le complicazioni per le famiglie. Il provvedimento prevede un importo massimo di 1 milione di euro per il 2026, già disponibile nei bilanci delle Ats.

La sanità deve andare verso il cittadino, non deve essere il cittadino a dover affrontare una ‘via crucis’ per ottenere una prestazione di cui ha bisogno.

Il nuovo modello punta a potenziare l’uso della telemedicina e del telemonitoraggio, permettendo un confronto a distanza con gli specialisti e portando la risposta sanitaria direttamente nella struttura residenziale. In alcuni casi, la presenza dello specialista in struttura potrà essere prevista attraverso accordi con l’Asst di riferimento. Quando invece la prestazione dovrà essere effettuata presso una struttura sanitaria, potranno essere utilizzate le convenzioni già in essere per i trasporti sanitari semplici. Le modalità operative dovranno essere definite entro 15 giorni dall’approvazione della delibera.

Efficienza e risorse per l’attuazione

Il provvedimento non comporta oneri finanziari aggiuntivi per il bilancio regionale, ma si basa su risorse extra fondo derivanti da entrate proprie. L’attuazione del provvedimento è accompagnata da un impegno per migliorare l’efficienza e la vicinanza della sanità al cittadino, riducendo le disuguaglianze e le complessità per chi vive in strutture residenziali. La Regione Lombardia, attraverso il suo ruolo di cabina di regia, si impegna a risolvere eventuali inefficienze e a garantire una risposta adeguata a ogni singola richiesta.

La Regione Lombardia deve assumere il proprio ruolo di cabina di regia e intervenire per risolvere eventuali inefficienze.

L’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso, ha sottolineato che l’obiettivo è intervenire soprattutto a favore delle persone più fragili, che vivono nelle strutture residenziali e che possono avere maggiori difficoltà a sostenere autonomamente i costi e l’organizzazione degli spostamenti. “E dobbiamo essere in grado di valutare anche le situazioni particolari che richiedono una risposta diversa”, ha aggiunto Bertolaso. Il provvedimento rappresenta un passo importante per migliorare l’accesso alle cure e ridurre le problematiche legate al trasporto e alla gestione delle prestazioni sanitarie non urgenti.

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