Il sindaco di New York Zohran Mamdani ha annunciato un piano per regolamentare l’uso delle intelligenze artificiali (IA) a scuola, con una moratoria sull’uso delle IA generative per gli studenti, sperimentazioni e formazione. L’annuncio, dato il 2 settembre 2026, ha suscitato reazioni contrastanti, con lodi per il divieto e accuse di luddismo. L’obiettivo è creare un equilibrio tra innovazione e protezione, evitando di demonizzare le tecnologie.
La moratoria, che riguarda gli studenti dagli scuole dell’infanzia alla terza media, include l’uso limitato delle IA alle superiori e la sospensione di strumenti generativi. Tuttavia, sono previste eccezioni per gli insegnanti, che possono usare le IA per preparare lezioni e lavoro amministrativo. Sono esclusi anche gli strumenti per gli studenti con disabilità e quelli per l’apprendimento dell’inglese, come le app di traduzione. Inoltre, il piano prevede sperimentazioni con cinquantamila studenti, il 5% del totale, attraverso progetti pilota come Playlab, che permettono agli insegnanti di costruire applicazioni basate sull’IA.
Il piano di Mamdani, che mira a evitare di credere ciecamente alle aziende che vendono prodotti basati sull’IA, si basa sul principio di gradualità. Come ha spiegato, se un bambino non è ancora in grado di tagliare una cipolla a sei anni, non dovrebbe usare le IA prima di aver imparato. Questo approccio ha suscitato l’approvazione di alcuni esperti, come il professor Lorenzo Redaelli, che ha lodato la scelta di sperimentare per capire meglio, anziché adottare strumenti senza verificare.
Il piano di New York cerca di trovare un equilibrio tra innovazione e protezione.
Tutti gli studenti dovranno seguire due moduli obbligatori di alfabetizzazione sull’IA, con attenzione alla protezione della privacy e ai pregiudizi replicati dalle macchine. L’obiettivo è fornire una base di conoscenza per usare le IA in modo responsabile. Inoltre, chi frequenta percorsi professionalizzanti potrà usare gli strumenti richiesti dal mestiere, sempre con un docente presente. Il sindaco Mamdani ha sottolineato che i divieti da soli non risolvono i problemi, ma devono essere accompagnati da una formazione e una consapevolezza. La moratoria, inoltre, non è assoluta: sono previste eccezioni per gli insegnanti e per gli studenti con disabilità. Il piano prevede anche sperimentazioni, che saranno valutate da una commissione consultiva. Le raccomandazioni saranno pubblicate ad aprile 2027 e utilizzeranno per impostare le nuove linee guida dell’anno scolastico successivo.
La scelta di sperimentare e non demonizzare le tecnologie è vista come un modello da seguire.
Nonostante i rischi, come la tentazione di prorogare la moratoria per inerzia, il piano di Mamdani sembra andare nella direzione di non demonizzare le tecnologie e di superare i divieti dopo aver trovato un metodo chiaro e replicabile per decidere quando e dove usare le IA. A scuola siamo invitati a non copiare, ma il metodo di Mamdani sembra molto ragionevole e andrebbe proprio copiato.
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