Un team di ricerca cinoamericano ha finalmente dato il volto a Equus ovodovi, un antico cavallo estinto che viveva circa 40.000 anni fa. La scoperta, resa possibile grazie a dati genetici di alta qualità estratti da fossili e a tecniche di anatomia comparata, ha permesso di ricostruire l’immagine in 3D di un animale dal manto marrone, delle dimensioni di un asino. L’evento segna un passo avanti significativo nella comprensione dell’evoluzione degli equidi.
La svolta del 2022
La svolta è arrivata nel 2022, quando i ricercatori dell’Università di Jilin e della Northwest A&F University hanno estratto dati genetici di alta qualità dai fossili, utilizzando la collaborazione con scienziati americani. Grazie a questa sinergia, è stato possibile ricostruire lo scheletro e definire la struttura muscolare e l’aspetto completo dell’animale, confrontando i dati fossili con quelli di specie viventi come l’asino selvatico asiatico e il cavallo domestico.
Un ramo estinto del genere Equus
Equus ovodovi apparteneva a Sussemionus, un ramo estinto del genere Equus, distintosi da cavalli, asini e zebre. Si sarebbe separato dagli altri equidi non caballini tra 2,7 e 2,3 milioni di anni fa ed era geneticamente più vicino ad asini e zebre che ai cavalli domestici. Le analisi hanno inoltre dimostrato che la specie era ancora presente in Cina circa 3.500 anni fa, durante l’Età del Bronzo. Tutto nasce dai fossili del cavallo, risalenti a circa 40.000 anni fa, rinvenuti in una grotta nella Siberia sud-occidentale, in Russia. Si trattava di frammenti di mandibola e denti, senza un cranio completo. Nel corso degli anni, altri fossili correlati sono stati portati alla luce anche in Nord America, Africa, Siberia e nella Cina nord-orientale. Tuttavia, il vero aspetto dell’animale era rimasto un mistero fino a oggi.
Il laboratorio di bioarcheologia ha realizzato la ricostruzione insieme all’azienda statunitense Evolutio LLC, utilizzando i dati provenienti da DNA antico e grazie a tecniche di anatomia comparata. Secondo l’ateneo, questo lavoro colma una lacuna sull’aspetto dell’animale e stabilisce una filiera di ricerca completa che va dal DNA antico alla ricostruzione visiva. La scoperta non solo rivela l’aspetto di un antico cavallo estinto, ma apre nuove prospettive per comprendere l’evoluzione degli equidi e le loro relazioni con le specie attuali. La ricostruzione di Equus ovodovi rappresenta un’importante vittoria per la paleontologia e la genetica antica, dimostrando come i fossili e i dati genetici possano rivelare segreti che erano rimasti nascosti per millenni.



