Una squadra di calcio femminile di Borgata Gordiani ha subito un episodio di aggressione durante un allenamento serale nel parco Don Cadmo Biavati, in via delle Palme. Le calciatrici sono state minacciate con frasi come “Andate via o vi spariamo” e hanno ricevuto lanci di bottiglie. L’episodio, avvenuto il 14 settembre 2026, ha suscitato preoccupazione e proteste tra i membri della squadra e la comunità locale. L’incidente ha messo in luce un problema più ampio: la progressiva perdita di spazi pubblici come luoghi di libertà e convivenza.
Un luogo in pericolo e segnalazioni precedenti
Il parco Don Cadmo Biavati, dove si è svolto l’episodio, è un’area già segnalata per problemi di sicurezza. Il municipio aveva già inviato segnalazioni alla Prefettura e il tema è stato discusso nell’Osservatorio per la sicurezza. L’area, in passato teatro di roghi e episodi di degrado, è stata illuminata a giorno nel 2020 grazie a un intervento della giunta di Virginia Raggi. Tuttavia, nelle ore serali, quando il parco si svuota, la percezione di insicurezza aumenta. La squadra di calcio femminile, che si allena la sera dopo le 21, ha deciso di spostarsi in un’altra area verde del territorio a causa della chiusura anticipata del parco di Villa Gordiani, dichiarata “per motivi di sicurezza” senza specificazioni. Dopo l’episodio, la squadra ha contattato la polizia, ma l’intervento è arrivato troppo tardi, trovando il parco vuoto.
Minacce e risposte di solidarietà
Le calciatrici hanno raccontato che durante l’allenamento sono state urlate frasi minacciose come “Questo non è un campo né una palestra, se non ve ne andate vi spariamo”. L’episodio ha suscitato indignazione e solidarietà da parte di attivisti e membri della comunità. L’associazione sportiva Borgata Gordiani ha espresso la sua inaccettabilità, sottolineando che la sicurezza non deve significare abbandonare gli spazi pubblici. L’assessore al Verde del municipio V, Edoardo Annucci, ha espresso solidarietà alle ragazze e ha chiesto all’Autorità di approfondire l’episodio. Ha anche chiarito che la chiusura notturna del parco di Villa Gordiani non è legata a motivi di sicurezza, ma a vincoli archeologici e paesaggistici. L’area rimane fruibile e l’amministrazione è aperta a collaborazioni con enti del terzo settore per la gestione e la fruizione programmata.
La vicenda ha acceso un dibattito su come gestire gli spazi pubblici in contesti urbani complessi. La squadra di calcio femminile di Borgata Gordiani, simbolo di riscatto del quartiere, chiede di tornare a vivere i propri spazi senza paura e senza sentirsi in pericolo. La comunità, attraverso l’azione e la denuncia, cerca di riportare la luce in luoghi che dovrebbero essere accessibili a tutti.



