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Il turismo non paga le infrastrutture, ma chi lo fa?

L’associazione di consumatori Robin ha lanciato un attacco contro le spese di ampliamento dei depuratori, sostenendo che il turismo non paga le infrastrutture necessarie per sostenere l’aumento dei carichi. L’obiettivo è quantificare i costi del turismo e far sì che chi ne beneficia contribuisca al finanziamento degli interventi. Il depuratore di Pontives, che serve un bacino di poco più di diecimila residenti, dovrà essere portato da circa 75-78 mila a 125 mila abitanti equivalenti, un aumento che si traduce in un impatto significativo sulle risorse locali.

Costi del turismo e responsabilità

Robin sostiene che gli impianti non vengono dimensionati sulla popolazione residente, ma sui picchi di carico che coincidono con i periodi di maggiore afflusso turistico. L’associazione ha evidenziato che i numeri emersi nelle scorse settimane mostrano un totale di circa 92 milioni di euro tra opere già realizzate e programmate, tra cui 56,2 milioni per i nuovi ampliamenti di Pontives, San Martino in Passiria e Sarentino, e 26,5 milioni investiti a Merano-Sinigo. La sproporzione tra la popolazione residente e la capacità richiesta dagli ospiti è il cuore del problema.

La domanda comincia a diventare quanto costa quella pressione, come la si misura e chi deve pagare la capacità aggiuntiva necessaria a sostenerla. Robin chiede una vera e propria contabilità dei costi del turismo, sostenendo che l’imposta di soggiorno non può diventare un alibi. Bisognerebbe stabilire, impianto per impianto, quanta capacità serva alla popolazione residente, quanta sia resa necessaria dal turismo e quale parte dei nuovi investimenti derivi dunque direttamente dall’aumento dei carichi turistici.

Una mozione per un nuovo modello

Il capogruppo del Pd Sandro Repetto ha depositato una mozione che riprende la proposta del presidente di Eco Center Dario Dal Medico e chiede alla Giunta di predisporre entro sei mesi un disegno di legge per destinare una quota dell’imposta di soggiorno agli ampliamenti di depuratori e impianti resi necessari dalla crescita dei carichi turistici. La mozione propone anche che Provincia, Eco Center e gli altri gestori definiscano criteri oggettivi e trasparenti per calcolare la quota di ciascun investimento riconducibile al turismo, tenendo conto non solo dei carichi diretti degli ospiti, ma anche di quelli indiretti generati da lavanderie, ristorazione e filiera alimentare.

Repetto propone che le risorse provinciali così liberate vengano destinate ad altre politiche per la collettività, a partire dall’edilizia abitativa sociale e agevolata e dal contenimento del costo della vita. La mozione chiede inoltre che gli uffici edilizi e urbanistici dei Comuni comunichino sistematicamente gli ampliamenti di strutture ricettive ai gestori, in modo che gli interventi possano essere programmati prima che il nuovo carico arrivi negli impianti. La discussione, nel frattempo, approda in Consiglio provinciale, con la mozione di Repetto che propone un rapporto annuale sui costi pubblici del turismo per depurazione, rifiuti e risorse idriche, da affiancare ai dati sull’imposta di soggiorno e sul suo utilizzo. L’obiettivo è che nella programmazione turistica non si contino più soltanto posti letto e pernottamenti, ma anche l’intensità del loro impatto sulle infrastrutture.

Stefania Signori

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