Un processo per omicidio preterintenziale si è svolto ieri mattina a Limena, in provincia di Padova, con l’imputato Alessio Battaglia, 43 anni, originario di Trieste, accusato di aver ucciso e nascosto il pensionato Franco Bergamin, 80 anni, il 22 febbraio dell’anno scorso. La vittima è stata trovata morta all’interno di un armadio della sua abitazione di via Papa Giovanni XXIII, dopo che il corpo era stato occultato in due sacchi neri per l’immondizia. Battaglia, ospite a casa di Bergamin da tempo, è stato arrestato il 6 marzo dopo essere stato seguito grazie alle spese effettuate con la carta di credito della vittima, ammontanti a 1.800 euro.
La difesa sostiene non voleva uccidere
Durante il dibattimento, l’avvocata Anna Maria Beltrame ha sottolineato che l’imputato ha picchiato la vittima, ma non aveva l’intenzione di ucciderla. La difesa ha puntato sull’omicidio preterintenzionale, sottolineando che il delitto è avvenuto in seguito a un episodio di natura sessuale. «Battaglia ha subito un approccio sessuale e non ha gradito», ha spiegato la legale. Inoltre, la difesa ha sottolineato che il pensionato era geloso della ragazza con cui l’imputato aveva relazioni. L’avvocata ha anche sottolineato che il suo assistito è già in un programma di giustizia riparativa e che il suo atteggiamento è considerato di una persona ravveduta.
La difesa ha anche sottolineato che non c’è stato il reato di indebito utilizzo di carta di credito, poiché Bergamin, quando era in vita, la dava sempre all’imputato. Inoltre, la difesa ha respinto l’accusa di calunnia rivolta alla ragazza con cui Battaglia aveva relazioni.
Le prove e l’autopsia
L’autopsia ha evidenziato una doppia lesione osteomidollare cervicale, che ha causato un “choc neurogeno secondario con successivo arresto cardiorespitario”. L’imputato, secondo gli inquirenti, ha fratturato due vertebre del collo alla vittima, che era affetta da artrosi, diabete, spondiloartrite e obesità, rendendola incapace di opporsi. Dopo l’omicidio, Battaglia ha tentato di nascondere le tracce, infilando il corpo nell’armadio e spruzzando profumatori per mascherare l’odore della decomposizione.
Il corpo di Bergamin è stato scoperto il 5 marzo 2025 da vigili del fuoco, quando parenti e vicini si sono preoccupati per l’assenza del pensionato. Gli inquirenti hanno seguito le tracce dei consumi effettuati con la carta di credito della vittima, permettendo di localizzare Battaglia a Trieste. La Procura aveva richiesto l’ergastolo, ma la difesa ha cercato di dimostrare che l’imputato non aveva intenzione di uccidere e che il delitto è avvenuto in seguito a un episodio di natura sessuale. La sentenza è attesa e potrebbe determinare se Battaglia dovrà affrontare una pena inferiore ai vent’anni, come richiesto dalla difesa. L’omicidio ha suscitato scalpore per la brutalità del delitto e per la maniera in cui il corpo è stato nascosto. La vicenda rimane un caso di forte impatto sociale, che ha suscitato dibattiti su violenza, relazioni interpersonali e responsabilità penale.



