ANAC ha reso noto, il 9 settembre 2026, il parere n. 4651 relativo alla compatibilità tra il ruolo di consigliere comunale e quello di amministratore unico di una società che eroga servizi pubblici per il comune stesso. La questione riguarda un caso specifico in cui un consigliere comunale è stato proposto per assumere un incarico di amministratore unico, ma la nomina potrebbe violare normative vigenti. L’ente locale, in questo caso, ha il dovere di controllare il servizio pubblico e non la società che lo eroga, come previsto dal D.Lgs. n. 201/2022.
La normativa e i limiti della compatibilità
Secondo l’art. 6, comma 4, lettera a) del D.Lgs. n. 201/2022, i membri degli organi di indirizzo politico dell’ente preposto al controllo del servizio non possono conferire incarichi professionali, di amministrazione o di controllo societario, né quelli inerenti alla gestione del servizio. Questo divieto si applica anche a chi svolge funzioni di regolazione o vigilanza. Il legislatore ha previsto che tali incarichi possano essere assunti solo dopo un anno dalla cessazione dell’incarico politico.
ANAC: il rischio di conflitto di interessi
ANAC ha sottolineato che, nel caso specifico, la società in questione svolge servizi di igiene urbana per il comune, e la procedura di designazione dell’amministratore unico riservava al Comune un potere di proposta. Questo ha creato un interesse particolare e qualificato per orientare la nomina. La Commissione ha rilevato che non può escludersi un rischio effettivo per la separazione tra le funzioni di regolazione e controllo da un lato e quelle di gestione operativa del servizio pubblico dall’altro. Il legislatore non ha considerato l’esercizio del controllo diretto da parte dell’amministrazione “di provenienza” come elemento costitutivo dell’incompatibilità, ma ha previsto solo l’assegnazione a essa di funzioni di organizzazione, regolazione, vigilanza o controllo. Questi compiti possono essere svolti in via esclusiva o in forma congiunta, purché si mantenga la separazione tra gli indirizzi pubblicistici e la gestione del servizio.
Le implicazioni per la governance locale
La decisione di ANAC ha conseguenze significative per la governance locale, in quanto sottolinea l’importanza di mantenere una netta separazione tra le funzioni di controllo e quelle di gestione. La nomina di un consigliere comunale come amministratore unico potrebbe compromettere l’imparzialità e la trasparenza del sistema. Il parere indica che, nel caso specifico, la nomina non è compatibile con le normative vigenti e richiede un periodo di sospensione di un anno.
La questione solleva anche una riflessione sulle normative in materia di conflitti di interessi e sulla necessità di un controllo rigoroso da parte degli enti locali. La separazione tra funzioni di regolazione e gestione operativa è un elemento chiave per garantire l’efficacia e l’imparzialità dei servizi pubblici. Nonostante le normative siano state chiarite, la situazione rimane complessa e richiede una gestione attenta da parte degli enti locali per evitare eventuali abusi o conflitti di interesse.



