Nel Parmense sono seguite 7 mila persone con demenza, un dato che riflette l’impegno delle strutture sanitarie locali per offrire supporto e assistenza a chi vive questa condizione. L’esperienza dei caregiver Jonata e Susanna, raccontata attraverso le loro parole, mette in luce l’importanza di servizi dedicati e l’effettiva collaborazione tra familiari e professionisti. La Giornata mondiale Alzheimer, celebrata il 21 settembre, rappresenta un’occasione per dare voce a chi si prende cura di chi soffre di demenza, ma anche per sensibilizzare la comunità su un tema sempre più presente.
Secondo i dati dell’Azienda Usl, nel 2025 sono state effettuate 2.268 prime visite, con 1.578 nuove diagnosi. I numeri confermano un impegno costante per la diagnosi precoce e l’assistenza personalizzata. Tra i pazienti, circa 1.000 sono classificati come “mild cognitive impairment”, una condizione che può evolvere verso la demenza. Per loro è raccomandato un monitoraggio regolare e l’accesso a interventi di training cognitivo. La demenza, pur non essendo curabile, può essere accompagnata e gestita con un approccio globale e personalizzato, come sottolinea Livia Ludovico, direttrice del programma Demenze dell’Azienda Usl. La demenza non è una vergogna e isolarsi non è una soluzione. L’assistenza deve rispettare i tempi delle persone, offrire spazio per l’ascolto e il sostegno, e permettere a chi si prende cura di non sentirsi solo.
Jonata, insegnante, accompagna la madre Anna, ottantenne, in uno dei centri dell’Ausl attivi in città e provincia. “I servizi offerti dal centro sono un’opportunità, che consiglio a tutti di cogliere, anzi, non capisco come si possa farne a meno”, afferma. La diagnosi per il padre di Jonata è arrivata da oltre un anno, dopo che le difficoltà nel sostenere i discorsi e nel trovare il nome corretto degli oggetti erano diventate sempre più frequenti. È stato il medico di famiglia a indirizzare verso la visita specialistica e quindi al Centro. Un appuntamento è diventato ormai parte della loro routine: il mercoledì pomeriggio, quando Anna partecipa insieme ad altri anziani alla stimolazione cognitiva.
La malattia non ha cancellato la possibilità di continuare a vivere esperienze insieme. Quest’estate madre e figlio hanno trascorso due settimane e mezzo in montagna. “Il viaggio forse è stato un po’ lungo, ma siamo stati bene”, conclude Jonata. Un’esperienza diversa, ma con lo stesso bisogno di non essere lasciati soli, è quella di Susanna, figlia di Israele, ottantenne con demenza. La diagnosi per il padre è arrivata da oltre un anno, dopo che le difficoltà nel sostenere i discorsi e nel trovare il nome corretto degli oggetti erano diventate sempre più frequenti. Anche per Susanna, il Centro è diventato un punto di riferimento. Ha partecipato alla scuola per caregiver e ad altri cicli di formazione-informazione.
La demenza non cancella la possibilità di vivere esperienze insieme. La malattia non ha cancellato la possibilità di continuare a vivere esperienze insieme. Quest’estate madre e figlio hanno trascorso due settimane e mezzo in montagna. “Il viaggio forse è stato un po’ lungo, ma siamo stati bene”, conclude Jonata.
I centri Disturbi cognitivi e demenza dell’Azienda Usl si trovano a Parma, in via Verona 36/A; a Langhirano, in via Roma, 42/11; a Fidenza, località Vaio, n via don Tincati 2; a Borgotaro, in via Benefattori n. 12. I dati sono stabili, sia in riferimento all’anno in corso, sia rispetto al 2024, ad eccezione dell’aumento particolarmente significativo dei colloqui psicologici, circa 200 in più nel 2025. Un dato che evidenzia quanto sia importante affiancare alla presa in carico clinica anche uno spazio di ascolto e sostegno.
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