Il telescopio Copernico dell’Inaf, a Asiago, ha visto l’attivazione di Ekarus, il primo strumento di ottica adattiva italiano. Il progetto, finanziato con 125mila euro dall’Inaf, ha raggiunto la sua prima luce in poco più di un anno, in anticipo rispetto alla tabella di marcia. Ekarus è un sistema innovativo che permette di correggere le distorsioni causate dall’atmosfera terrestre, migliorando la risoluzione delle immagini delle stelle. Il sistema è stato sviluppato grazie alla collaborazione tra l’Inaf, l’Onera e il Lam, e si basa su tecnologie testate in precedenti progetti come Papyrus.
Ekarus non è progettato per competere con i grandi telescopi terrestri, ma per offrire una piattaforma modulare e economica per testare nuove tecnologie. Il sistema è dotato di 450 attuatori in grado di deformare lo specchio mille volte al secondo, permettendo correzioni estremamente precise. Questo strumento è ideale per sperimentare sensori, specchi e algoritmi che potranno essere utilizzati nei futuri telescopi, come l’Extremely Large Telescope. L’obiettivo è creare una base per l’insegnamento e la ricerca sull’ottica adattiva, con un focus su tecnologie avanzate.
Il sistema di ottica adattiva di Ekarus si basa su tre elementi fondamentali: il sensore di fronte d’onda, il sistema di calcolo in tempo reale e lo specchio deformabile. Il sensore, chiamato “a piramide”, misura centinaia di volte al secondo le distorsioni causate dall’atmosfera. Il sistema di calcolo, in tempo reale, calcola la forma dello specchio necessaria per correggere le distorsioni. Lo specchio, a sua volta, è sottile e dotato di 450 attuatori che si muovono mille volte al secondo per ripristinare la nitidezza delle immagini. Questa tecnologia permette di ottenere un guadagno di risoluzione di 10-20 volte rispetto a un telescopio tradizionale.
La scelta del telescopio Copernico di Asiago, con un diametro di 1.82 metri, è stata guidata dall’infrastruttura dedicata nella stazione focale Coudé, ideale per ospitare Ekarus e i futuri upgrade. L’osservatorio di Asiago, situato in località Pennar, offre anche un ambiente ideale per la formazione di studenti, con foresterie e spazi per l’insegnamento.
Le prime osservazioni di Ekarus sono state effettuate su stelle brillanti e alte sopra l’orizzonte, come Beta Cassiopeiae. Queste condizioni riducono lo spessore dell’atmosfera attraversato dalla luce, migliorando la qualità delle immagini. La tecnologia ha permesso di ottenere un’immagine nitida vicino al limite di diffrazione del telescopio, con un guadagno in risoluzione di 10-20 volte. I risultati superano le aspettative e aprono nuove prospettive per la ricerca astronomica. Nel medio termine, sono previsti upgrade come l’introduzione di un nuovo sensore d’onda, chiamato Bi-O edge, che potrebbe migliorare ulteriormente le prestazioni del sistema. Inoltre, Ekarus sarà utilizzato durante la scuola Observing with Adaptive Optics, dal 26 al 30 ottobre 2026, per formare 30 studenti di dottorato. L’esperienza pratica permetterà di testare nuove tecnologie e di sviluppare competenze future nel campo dell’ottica adattiva.
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