Un’indagine internazionale condotta da Europol ha portato alla luce una frode che coinvolge la carne di cavallo in Francia, Belgio, Olanda e Irlanda. L’operazione, avviata nei giorni scorsi, ha rivelato che animali non idonei alla macellazione potrebbero essere stati falsificati per entrare nella filiera alimentare. L’episodio ricorda il caso delle lasagne Findus del 2013, in cui carne equina fu venduta come manzo, causando un grave scandalo alimentare. La frode attuale, tuttavia, si basa su manipolazioni di documenti e microchip per alterare l’identità degli animali, rendendo difficile ricostruire la loro storia sanitaria e la loro idoneità al consumo umano.
La tracciabilità è il fulcro della sicurezza alimentare
La tracciabilità degli animali è un elemento cruciale per garantire la sicurezza e la qualità del prodotto finale. Ogni cavallo, soprattutto quelli utilizzati per sport, corse o attività amatoriali, può essere sottoposto a trattamenti farmacologici incompatibili con l’ingresso nella filiera alimentare. La mancata osservanza dei tempi di sospensione dei farmaci può portare alla presenza di residui tossici nella carne, mettendo a rischio la salute dei consumatori. Alterare i passaporti e i microchip significa cancellare proprio quelle informazioni che dovrebbero consentire di escludere gli animali non idonei.
Secondo la ricostruzione delle autorità francesi, la frode avrebbe coinvolto circa 750 tonnellate di carne equina, di cui 550 utilizzate per produrre oltre 4,5 milioni di piatti pronti distribuiti in 13 Paesi europei. L’indagine ha portato a decine di perquisizioni e controlli su più di mille cavalli, con 70 sequestrati in Francia. Gli investigatori hanno trovato medicinali illegali, materiale medico veterinario e dispositivi destinati alla gestione dei microchip di tracciabilità.
La frode potrebbe aver interessato prodotti trasformati, con carne equina utilizzata in piatti pronti venduti in diversi Paesi.
Un sistema complesso e una rete criminale
Il caso partì dall’Irlanda e dal Regno Unito, dove i controlli rivelarono carne equina in prodotti commercializzati come manzo. Questo scenario ricorda il famoso scandalo del 2013, in cui le lasagne Findus furono trovate a contenere carne di cavallo. L’indagine ricostruì una filiera complessa, con la carne proveniente dalla Romania e passando attraverso intermediari in Paesi Bassi e Cipro prima di arrivare a società come Spanghero e Comigel. Il caso ha messo in luce i rischi di una filiera lunga e frammentata, con numerosi intermediari e passaggi internazionali. L’operazione ha avuto luogo in Belgio, Francia, Irlanda e Paesi Bassi, con il coordinamento di Europol e delle autorità belghe. Gli investigatori hanno inoltre trovato medicinali illegali, materiale medico veterinario e dispositivi destinati alla gestione dei microchip di tracciabilità. La mancata osservanza dei tempi di sospensione dei farmaci può comportare la presenza di residui nella carne, rendendo necessario un controllo rigoroso.
La frode attuale potrebbe rappresentare un ulteriore rischio per la sicurezza alimentare, con conseguenze potenzialmente gravi per i consumatori.
La mancata osservanza dei tempi di sospensione dei farmaci può comportare la presenza di residui nella carne, mettendo a rischio la salute dei consumatori. L’indagine dovrà stabilire se la carne non idonea sia entrata effettivamente nella catena alimentare. Il meccanismo contestato oggi è diverso da quello del 2013, ma il punto debole rimane la tracciabilità. L’indagine dovrà stabilire se la carne non idonea sia entrata effettivamente nella catena alimentare.



