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giovedì 17 Settembre 2026

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Esteri

Alleanza universitaria nel Mediterraneo: l’UE punta su formazione e dialogo interreligioso

La Commissione Ue annuncia un’alleanza tra università del Mediterraneo per promuovere formazione e dialogo interreligioso.

La commissaria europea per il Mediterraneo, Dubravka Šuica, ha annunciato l’avvio di un’alleanza tra università del Mediterraneo, con l’obiettivo di promuovere la formazione e il dialogo interreligioso in un contesto di crescente complessità politica e sociale. L’iniziativa, presentata durante un colloquio con il Sir a Strasburgo, mira a rafforzare la cooperazione tra Paesi del Nord Africa, del Golfo e l’Europa, con un focus su temi come sviluppo, lavoro, migrazioni e sicurezza. La commissaria ha sottolineato l’importanza di un dialogo interreligioso come strumento per la pace e la stabilità in un’area in cui le tensioni persistono.

Formazione e dialogo interreligioso

L’alleanza universitaria si concentrerà su due aspetti chiave: lo studio della storia e delle radici culturali, e la formazione professionale per i lavori del presente e del futuro, con un focus particolare sul digitale. La commissaria ha spiegato che l’obiettivo è creare un ponte tra il passato e il futuro, permettendo ai giovani di acquisire competenze utili per il mercato del lavoro. La Commissione UE punta a garantire il “diritto a restare” per i giovani, un tema che ha trovato spazio anche nel rapporto di Enrico Letta sul mercato unico.

La commissaria ha riconosciuto la complessità delle relazioni con Israele e Palestina, sottolineando che la questione è in fase di evoluzione. “Penso che a un certo punto, dopo le elezioni israeliane, le questioni potrebbero trovare una svolta”, ha rilanciato Šuica. Tuttavia, ha ammesso che al momento non è possibile importare in Europa nulla dagli insediamenti illegali, ma ha riconosciuto la necessità di un approccio più ampio e collaborativo. La commissaria ha anche menzionato le divisioni all’interno del Consiglio UE, con alcuni Paesi che mantengono relazioni storiche con Israele.

Infrastrutture e lavoro per i giovani

La Commissione UE ha approntato una serie di strategie per attrarre investimenti di imprese europee, a cominciare dall’ambito energetico. “Dato che in quei Paesi c’è abbondanza di sole, vento e mare, cerchiamo di produrre energia rinnovabile, aiutandoli a produrla a un prezzo inferiore fino al 40%”, ha spiegato Šuica. Tuttavia, l’energia da sola non basta senza infrastrutture di interconnessione con l’Europa, che potrebbero spingere verso la creazione di nuovi posti di lavoro, soprattutto per i più giovani.

Un ultimo passaggio riguarda il tema migratorio, con un riferimento al ruolo del Marocco nella gestione dell’emergenza scoppiata a Ceuta. La commissaria ha assicurato che è in contatto costante con il ministro degli Esteri marocchino, Nasser Bourita, e non esiste alcuna prova di un uso improprio della situazione. Tuttavia, la crisi dell’exclave spagnola ha congelato l’accordo di partenariato tra Bruxelles e Rabat, con l’obiettivo di verificare l’impegno delle autorità marocchine per risolvere la questione, in particolare per quanto riguarda i circa mille minori ancora presenti a Ceuta. La commissaria ha inoltre sottolineato l’importanza di un dialogo interreligioso, che in un contesto altamente variegato come il Mediterraneo assume un ruolo cruciale. “Abbiamo contatti con quasi tutte le principali religioni, dall’ebraismo all’Islam”, ha dichiarato Šuica, sottolineando una situazione critica per le comunità cristiane, “sotto attacco praticamente ovunque”. La cooperazione tra università è vista come un elemento chiave per promuovere la pace e la stabilità in un’area in continua evoluzione.

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