Dopo l’incendio all’Ecocentro di Lequile, l’Asl di Lecce ha adottato misure precauzionali per garantire la sicurezza alimentare. Gli ortaggi locali entro due chilometri dall’impianto sono sospesi nelle mense scolastiche, negli asili nido e in strutture socio-assistenziali. La decisione, annunciata il 17 settembre, segue i primi risultati di analisi ambientali che hanno ridimensionato l’allarme iniziale, ma non hanno concluso gli accertamenti. La misura riguarda in particolare verdure a foglia larga, come insalate e bietole, e ortaggi con parte commestibile esposta, come broccoli e pomodori, raccolti dopo il rogo. Non è prevista alcuna restrizione per ortaggi coltivati in serre chiuse, prodotti confezionati o quelli raccolti prima dell’evento.
La Asl ha precisato che non risultano fenomeni di tossicità acuta nel consumo domestico, ma ha raccomandato una particolare attenzione nella pulizia dei prodotti provenienti dagli orti della zona. Per le verdure a foglia larga, si consiglia di eliminare a secco le foglie esterne prima del lavaggio. Per patate, meloni, zucche e agrumi, invece, è necessario un’accurata pulizia e spazzolatura prima di sbucciare o tagliare. Le misure resteranno in vigore fino agli esiti definitivi degli accertamenti ambientali.
Dal 30 agosto al 2 settembre, le rilevazioni hanno evidenziato una progressiva e significativa diminuzione delle concentrazioni di microinquinanti organici. I dati indicano che le concentrazioni di diossine e furani sono entro i limiti previsti per aree residenziali e verde pubblico. Tuttavia, un dato ha richiesto attenzione in via Preti dei Campi, a circa 1,7 chilometri dall’incendio: i 6,8 ng/kg rilevati rispettavano i parametri per l’uso pubblico, ma superavano la soglia di 6 ng/kg prevista per i terreni agricoli. Il sindaco di Lequile ha chiesto di estendere le analisi nelle aree a sud-ovest e a est dell’impianto.
Le verifiche sulla filiera agroalimentare sono destinate ad allargarsi, con la richiesta inoltrata alla Regione di procedere con campionamenti su olive, uva, olio, vino e ortaggi, a maggiore garanzia. Il quadro resta dunque quello della precauzione, anche se i primi risultati hanno ridimensionato l’allarme iniziale. La mappa delle ricadute degli inquinanti, tuttavia, non è ancora completa: resta da stabilire con maggiore precisione dove e in quale misura siano ricaduti gli inquinanti e verificare gli eventuali effetti sulle produzioni agricole.
Il provvedimento ha uno scopo precauzionale, chiarisce Vincenzo Carlà, direttore del Sian Area Nord e coordinatore dei Sian della Asl Lecce. Le misure sono state adottate in seguito a una richiesta del sindaco di Lequile, che aveva chiesto di estendere le analisi e garantire la sicurezza del sito. La Asl ha anche precisato che non risultano fenomeni di tossicità acuta nel consumo domestico, ma raccomanda una particolare attenzione nella pulizia dei prodotti provenienti dagli orti della zona. La mappa delle ricadute degli inquinanti, tuttavia, non è ancora completa: resta da stabilire con maggiore precisione dove e in quale misura siano ricaduti gli inquinanti e verificare gli eventuali effetti sulle produzioni agricole. La Asl ha anche precisato che non risultano fenomeni di tossicità acuta nel consumo domestico, ma raccomanda una particolare attenzione nella pulizia dei prodotti provenienti dagli orti della zona.
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