Maddalusa, quartiere agrigentino senza acqua da quattro mesi, vive una crisi che ha coinvolto migliaia di residenti. L’avvocato Salvatore Pennica, promotore di una petizione su change.org che ha raccolto oltre 13.000 firme, ha espresso preoccupazione per la situazione e ha sottolineato che chiudere i rubinetti è un atto contrario al diritto universale all’acqua. La petizione, lanciata per garantire l’approvvigionamento idrico, ha visto un incremento costante delle adesioni, dimostrando il sostegno popolare per una soluzione concreta.
L’intervento dell’avvocato Pennica al consiglio comunale aperto ha messo in luce le contraddizioni normative e le responsabilità accumulate nel corso degli anni. “L’acqua è un diritto universale e gli abitanti di Maddalusa non possono essere discriminati”, ha sottolineato. La petizione, che chiede il ritorno delle autobotti per garantire l’approvvigionamento, si basa su principi di giustizia e equità. Pennica ha anche citato la risoluzione 64/292 dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, che riconosce l’accesso all’acqua come diritto umano, sottolineando come la situazione attuale contrasti con tale principio.
La crisi idrica di Maddalusa non è solo un problema legale, ma anche una conseguenza di scelte urbanistiche e politiche passate. Pennica ha sottolineato come l’abusivismo sia nato anche con la complicità dello Stato e come la città di Agrigento abbia cresciuto senza un piano regolatore, con conseguenze che si vedono oggi. “Chi ama Agrigento deve sforzarsi di rivedere gli errori, anche legislativi, non abbattendo le case o chiudendo i rubinetti”, ha detto. La perimetrazione del parco archeologico e la gestione delle risorse idriche sono state messe in discussione, con un dibattito che coinvolge non solo la legalità, ma anche la storia e l’identità della città.
La politica, a suo giudizio, non ha l’autorevolezza né la volontà di affrontare le responsabilità accumulate. “La politica non ha l’autorevolezza né la volontà di affrontare la perimetrazione perché teme una sfida impopolare”, ha spiegato Pennica. Il dibattito, che ha visto la partecipazione del vicesindaco Crosta, ha evidenziato una contraddizione tra moralismo e populismo, con conseguenze che si vedono in una città che cerca di trovare un equilibrio tra conservazione e sviluppo.
La soluzione proposta da Pennica prevede l’uso delle autobotti private, ma con un pagamento regolare ad Aica, società dei Comuni che gestisce il servizio idrico. “La privatizzazione dell’acqua pubblica è sorretta da ragionamenti speculativi”, ha sottolineato. L’acqua, a suo giudizio, deve rimanere un bene pubblico, protetto da principi che ne vietano la mercificazione a fini di lucro. “L’acqua appartiene a tutti gli esseri viventi e la gestione delle risorse deve puntare all’interesse collettivo, non al guadagno economico del privato”, ha concluso. La crisi di Maddalusa rappresenta un caso emblematico di come le scelte passate possano influenzare il presente. La petizione, che ha visto un incremento costante delle adesioni, dimostra il sostegno popolare per una soluzione concreta. La comunità, attraverso l’intervento di Pennica, cerca di trovare un equilibrio tra diritti, legalità e responsabilità, con l’obiettivo di garantire l’acqua a tutti i residenti del quartiere.
Google Home permette agli agenti AI di controllare dispositivi smart grazie al supporto dello standard…
L’oligopolio musicale e il potere dietro il caso Sheeran: concentrazione di potere e controllo sugli…
Operazione internazionale contro gruppo di pedopornografia: arrestati 10 soggetti, sequestrati 282,9 GB di materiale illecito.
Autopsia su Abdoul, l’uomo ucciso a coltellate a Udine. Indagini in corso per chiarire motivi.
OperaLombardia presenta il cartellone 2026/27 con 4200 posti e nuove produzioni per giovani artisti.
La salvia potrebbe aiutare la memoria e il cervello: studi suggeriscono benefici per l'invecchiamento cerebrale.