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giovedì 17 Settembre 2026

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Pentagono acquista primi robot umanoidi per missioni ad alto rischio

Il Pentagono ordina robot soldato per missioni ad alto rischio, finanziando 24 milioni di dollari a una startup.

Il Pentagono ha finanziato 24 milioni di dollari a una startup per sviluppare robot umanoidi destinati a missioni ad alto rischio. La società, Foundation Future Industries, ha già dispiegato circa dieci unità, tra cui alcuni in Ucraina, dove i robot sono stati utilizzati per spostare oggetti in zone pericolose. Questi dispositivi, chiamati Phantom MK-1, sono progettati per operare in ambienti industriali pesanti e in zone di guerra, trasportando fino a 40 chilogrammi. La decisione del Pentagono segna un passo significativo verso l’introduzione di tecnologie robotiche nell’ambito delle operazioni militari.

Un progetto in corsa tra tecnologia e conflitti

La startup, fondata nel 2024 a San Francisco, ha sviluppato il Phantom MK-1, un robot umanoide a grandezza umana, in grado di eseguire compiti complessi in contesti estremi. Il fondatore e amministratore delegato, Sankaet Pathak, ha dichiarato al Wall Street Journal che l’uso di umanoidi potrebbe permettere di evitare l’uso di bombe su edifici, permettendo ai robot di entrare direttamente nell’obiettivo. Questa visione ha suscitato interesse nel settore militare, con il Pentagono che ha scelto di finanziare il progetto per testare le capacità dei dispositivi in contesti reali.

Il CEO ha espresso l’idea che 100.000 robot operativi potrebbero contribuire a porre fine a molte guerre prima che inizino.

Eric Trump, figlio del presidente degli Stati Uniti, è contemporaneamente investitore e “chief strategy advisor” della società, un ruolo che ha sollevato interrogativi su possibili conflitti di interessi. La famiglia Trump ha anche investito in aziende come XTEND, produttore israeliano di droni, e in Unusual Machines. La startup noleggia ciascun robot a 100.000 dollari all’anno, con una capacità produttiva annuale tra le 300 e le 500 unità. Una seconda linea di produzione è in costruzione, con l’obiettivo di aumentare la capacità di produzione.

Un’industria in evoluzione e una catena di fornitura in costruzione

La startup, che utilizza parzialmente componenti cinesi, sta adattando la sua catena di fornitura per rispettare la soglia del 65% di componenti nazionali entro il 2028. Gli Stati Uniti hanno vietato l’importazione di nuovi modelli di robot umanoidi stranieri, mirando direttamente alla Cina, che detiene l’85% del mercato mondiale. La Foundation sta quindi rivedendo le sue strategie per garantire una maggiore autonomia tecnologica. Il Phantom MK-2, dotato di processori AMD Ryzen AI, è in fase di sviluppo e potrebbe rappresentare un ulteriore passo avanti nella tecnologia robotica militare.

Un recente rapporto di Stanford ha evidenziato i rischi tecnici, etici e giuridici legati all’uso di sistemi autonomi in zone di combattimento.

Il CEO, Sankaet Pathak, ha dichiarato in un’intervista del 2025 che l’armamento dei robot potrebbe essere una strategia per garantire la superiorità militare. Tuttavia, il rapporto di Stanford ha sottolineato la necessità di affrontare sfide come la responsabilità in caso di errori e la vulnerabilità ai cyberattacchi. La stessa Foundation ammette che l’obiettivo iniziale di 10.000 robot entro fine 2026 era “piuttosto ambizioso”. La realtà tempera l’ambizione, ma la tecnologia sembra essere in grado di aprire nuove possibilità per le operazioni militari.

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