Il 9 e il 16 settembre, in occasione della Giornata mondiale della Sindrome Feto-Alcolica, l’Asp di Catania ha organizzato due giornate formative dedicate alla definizione di un Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA) aziendale per la FASD. L’iniziativa, promossa dal Dipartimento Materno Infantile e dal Dipartimento di Salute Mentale, ha visto la partecipazione di professionisti di diversi settori, con l’obiettivo di migliorare la prevenzione, la diagnosi precoce e la presa in carico del bambino e della famiglia. L’evento ha rappresentato un momento di confronto multidisciplinare tra ginecologi, pediatri, psicologi, ostetriche e altri professionisti coinvolti nella gestione dei casi di esposizione prenatale all’alcol.
La FASD, acronimo di Disturbi dello Spettro Feto-Alcolico, comprende un insieme di disturbi associati all’esposizione prenatale all’alcol. La prevenzione riveste un ruolo centrale, attraverso una corretta informazione e la capacità di intercettare precocemente i comportamenti a rischio. L’obiettivo del PDTA è di creare un percorso condiviso tra i servizi coinvolti, con particolare attenzione alle modalità di raccordo tra i diversi ambiti di intervento. La FASD richiede una risposta capace di integrare gli aspetti sanitari, psicologici, sociali e familiari, ha sottolineato Carmelo Florio, direttore del Dipartimento di Salute Mentale.
Il percorso formativo ha visto il coinvolgimento di professionisti provenienti da diversi settori, tra cui ginecologi, pediatri, neuropsichiatri infantili, psicologi, ostetriche e operatori del Servizio Sociale. L’obiettivo è stato rafforzare l’integrazione tra i servizi, condividendo criteri, procedure e modalità operative. Condividere procedure e linguaggi professionali significa superare la frammentazione degli interventi, ha affermato Giovanni Francesco Di Fede, direttore sanitario dell’Asp di Catania.
La collaborazione tra i diversi servizi è stata una delle tematiche principali del confronto. L’attenzione è stata rivolta alla dimensione multidisciplinare della presa in carico, con il coinvolgimento di strutture come i Consultori familiari, i SerD, la Neuropsichiatria Infantile e la Psicologia. L’obiettivo è di creare un sistema di supporto continuo per le famiglie, garantendo una presa in carico senza interruzioni e senza stigma.
La prevenzione deve iniziare prima della gravidanza, promuovendo scelte consapevoli e una corretta informazione già a partire dall’adolescenza. «È fondamentale rafforzare la capacità dei servizi di intercettare precocemente i fattori di rischio e accompagnare donne e famiglie lungo tutto il percorso», ha sottolineato Angelo Tarascio, direttore del Dipartimento Materno Infantile. L’evento ha rappresentato un momento di riflessione e condivisione tra professionisti, con l’obiettivo di migliorare l’efficacia dei servizi e la qualità dell’assistenza. Le due giornate formative hanno visto la partecipazione di diversi esperti, tra cui Filomena Galano, Maria Luca, Concetta Nicotra e altri professionisti coinvolti nella gestione dei casi di FASD. L’evento ha rappresentato un passo importante verso un approccio integrato e condiviso per la salute della donna e del bambino, con l’obiettivo di ridurre i rischi legati all’esposizione prenatale all’alcol.
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