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giovedì 17 Settembre 2026

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Radio Voces racconta la ricostruzione in Venezuela dopo il sisma

Radio Voces trasmette in diretta da La Guaira, raccontando la ricostruzione e le speranze dopo il sisma che ha causato oltre 6.500 morti.

La città di La Guaira, una delle più colpite dal terremoto del 24 giugno 2026, vive un momento di riflessione e speranza grazie a Radio Voces, emittente che ha ripreso a trasmettere in diretta su frequenza 101.5 Fm. Dopo un disastro che ha causato oltre 6.500 morti, la radio dà voce alle comunità, raccontando la ricostruzione e le difficoltà quotidiane. Le trasmissioni, che si susseguono con richieste di aiuto, testimonianze e dibattiti, rappresentano un punto di incontro tra la popolazione e le istituzioni, ma anche un’occasione per non dimenticare la tragedia.

Radio Voces e la voce delle comunità

Radio Voces, attiva nella regione di La Guaira, è diventata un’importante piattaforma per le voci delle persone colpite dal sisma. Dopo che la sede dell’emittente è stata danneggiata, i volontari hanno recuperato l’attrezzatura e hanno ripreso le trasmissioni direttamente sul posto, su un muro segnato dalle crepe. “Siamo riusciti a recuperare tutta l’attrezzatura: abbiamo salvato il trasmettitore, i computer, i microfoni, le consolle”, spiega José Félix Varela, volontario e “educador popular” dell’emittente. La radio, con il suo logo di quattro volti di profilo, simboleggia l’unità e la fiducia in un futuro migliore.

Un’esperienza di partecipazione attiva

Marisol Guedez, dell’Osservatorio per la dignità del lavoro, sottolinea come la radio abbia permesso alle persone di raccontare la loro esperienza e di partecipare attivamente alla ricostruzione. “Ha consentito alle persone di raccontare con la propria voce ciò che stanno vivendo e ciò che stanno subendo, di denunciare le difficoltà che affrontano ogni giorno e di iniziare a partecipare direttamente alla ricostruzione del proprio futuro”, afferma. Guedez, insegnante e collaboratrice della fondazione Terraperta, ha anche sottolineato come la radio abbia contribuito a mantenere viva la memoria della tragedia e a mantenere viva la solidarietà.

La radio, inoltre, ha avuto un ruolo chiave nel coordinare l’arrivo di aiuti umanitari, come medicinali, alimenti e acqua potabile, raccolti e inviati dalle organizzazioni come la fondazione Terraperta. L’emittente, parte della rete di Focsiv, ha continuato a trasmettere informazioni e appelli, anche quando le condizioni erano estremamente difficili. “Le chiamate degli ascoltatori confermano ciò che vediamo con i nostri occhi”, dice Varela, riferendosi a tante persone costrette a vivere in rifugi e strutture improvvisate.

La ricostruzione in Venezuela si svolge anche attraverso l’attivazione di settori economici locali, come il turismo e la pesca, che rappresentano una fonte di sopravvivenza per migliaia di famiglie. Lo scalo di La Guaira, situato tra Caracas e il mar dei Caraibi, è un motore dell’economia e ha visto la parziale riapertura dell’aeroporto internazionale Maiquetia-Simon Bolivar. “La presidente Delcy Rodríguez ha annunciato un ‘Plan maestro’ per La Guaira, basato sul comparto turistico e su quello dei trasporti”, spiega Varela, sottolineando come l’emittente abbia anche discusso le implicazioni di questa iniziativa.

Nonostante le buone notizie, esistono preoccupazioni. Alcuni temono che grandi catene alberghiere possano occupare terreni pubblici e modificare l’economia locale. “Parliamo di molti chilometri lungo il mar dei Caraibi”, dice un’ascoltatrice in diretta, “zone appetibili per le multinazionali del turismo e i grandi gruppi immobiliari”. La radio, però, continua a dare voce a chi vive la realtà quotidiana, anche se le risposte non sono sempre semplici. Radio Voces, con la sua voce diretta e la sua capacità di coinvolgere, rappresenta un’importante risorsa per la comunità. Non solo un mezzo di comunicazione, ma un luogo di confronto, di speranza e di partecipazione attiva alla ricostruzione. La radio, con i suoi volontari e i suoi ascoltatori, continua a trasmettere, anche quando le strade sono ancora segnate dalle crepe.

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