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giovedì 17 Settembre 2026

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Economia

La tredicesima 2026 non sarà esentasse, ma parzialmente detassata

Il governo propone una detassazione parziale della tredicesima 2026 per rispettare i vincoli di bilancio.

La tredicesima 2026 non sarà completamente esentasse, ma sarà parzialmente detassata, con un’imposta sostitutiva dell’Irpef. Il governo italiano ha scelto questa strada per rispettare i vincoli del Patto di Stabilità europeo e evitare un gettito fiscale troppo elevato. L’obiettivo è offrire un aumento in busta paga a dicembre, ma senza mettere in pericolo i conti pubblici. La detassazione parziale permette al governo di rivendicare un beneficio per i lavoratori, ma limita l’accesso a una parte specifica della popolazione.

Detassazione e esenzione: due concetti diversi

La detassazione della tredicesima non significa che lo Stato non applichi alcuna tassa sull’importo. Si tratta di una riduzione delle aliquote fiscali, con un’imposta sostitutiva al 10% o al 15%, che permette ai lavoratori di ricevere un guadagno netto superiore al solito. L’esenzione, invece, implicherebbe l’eliminazione totale delle tasse e dei contributi sull’importo. Questa opzione, pur desiderata da molti, non è finanziariamente sostenibile per lo Stato.

La detassazione parziale si applicherebbe a redditi fino a 15.000 euro, escludendo la maggior parte dei dipendenti italiani.

Il governo ha optato per un compromesso che permetta di offrire un beneficio ai lavoratori, ma senza mettere in pericolo i conti pubblici. La detassazione parziale si applicherebbe a redditi fino a 15.000 euro, escludendo la maggior parte dei dipendenti italiani, come operai e impiegati. Questa scelta ha suscitato dibattito, poiché potrebbe generare un effetto soglia, in cui chi guadagna poco riceve un maggiore beneficio, mentre chi guadagna di più ne riceve meno. Il rischio è che questa misura non sia progressiva e possa generare ingiustizie fiscali.

Un’alternativa per i redditi più bassi

La detassazione parziale potrebbe beneficiare soprattutto dei lavoratori a basso reddito, come quelli in contratto part-time o con contratti precari. Questi ultimi potrebbero ricevere un aumento in busta paga tra i 200 e i 250 euro, grazie a una riduzione delle tasse. Tuttavia, la misura non è accessibile a tutti, e il governo dovrà definire chiaramente i criteri per l’applicazione. L’obiettivo è di offrire un supporto concreto, ma senza creare squilibri tra i diversi strati della popolazione lavorativa.

La detassazione parziale non è una soluzione per tutti, ma per una parte specifica della popolazione.

La tredicesima 2026 rappresenta un tema caldo nella Legge di Bilancio 2027, con discussioni che coinvolgono non solo i lavoratori, ma anche le imprese e i partiti politici. Il governo dovrà trovare un equilibrio tra l’obiettivo di migliorare le condizioni economiche dei cittadini e la necessità di mantenere la stabilità finanziaria dello Stato. La detassazione parziale, quindi, è un passo verso una soluzione che cerca di soddisfare entrambi i bisogni.

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