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venerdì 18 Settembre 2026

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Economia

Caro carburante e carenza di autisti: il doppio problema delle imprese padovane

Le imprese padovane del trasporto affrontano un aumento del carburante e una scarsità di conducenti, con conseguenze economiche e operative.

Le imprese padovane del trasporto merci e persone si trovano a fronteggiare due sfide simultanee: un aumento del prezzo del carburante e una carenza di autisti. Il gasolio supera i 2,20 euro al litro, mentre il 68,4% dei conducenti è difficile da reperire, secondo dati diffusi da Confartigianato. Questi due fattori, che si sommano, mettono in difficoltà un settore chiave dell’economia locale. La componente principale del comparto è rappresentata dal trasporto merci, con 1.046 imprese e 2.276 addetti, ma il settore include anche attività molto diverse, come il trasporto pubblico locale, il trasporto scolastico e i servizi per persone con disabilità.

Costi in aumento e mancanza di personale

Il carburante rappresenta una delle principali voci di spesa per le imprese di autotrasporto, e ogni aumento incide immediatamente sui bilanci. Secondo l’ultima rilevazione del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, al 15 settembre il prezzo medio nazionale del gasolio in modalità self sulla rete stradale ha raggiunto 2,231 euro al litro, mentre sulla rete autostradale è arrivato a 2,313 euro al litro. Questo rincaro pesa non solo sulle imprese, ma anche sull’intera filiera produttiva. Al 31 dicembre 2025, la Federazione Trasporti, Logistica e Mobilità conta in provincia di Padova 1.321 imprese artigiane e 2.681 addetti.

La scarsità dell’offerta rappresenta un ulteriore problema. Secondo i dati del Sistema Informativo Excelsior di Unioncamere, a luglio 2026 erano previste 340 entrate per il gruppo professionale dei conduttori di veicoli a motore e a trazione animale. Nel 68,4% dei casi le imprese prevedevano difficoltà nel reperire le figure ricercate. A pesare è soprattutto la scarsità dell’offerta: per il 41,2% delle entrate la difficoltà è determinata dalla mancanza di candidati, mentre nel 24,9% dei casi è attribuita a una preparazione inadeguata.

Un problema strutturale

La carenza di conducenti è ormai un problema strutturale, che non riguarda solo la possibilità di assumere nuovo personale, ma l’attrattività stessa della professione. Patenti professionali, Cqc, formazione, costi delle abilitazioni e responsabilità connesse al lavoro rendono sempre più difficile l’ingresso di nuove persone. Non riguarda soltanto la possibilità di assumere nuovo personale, ma l’attrattività stessa della professione. «Occorre intervenire sull’accesso alla professione, sostenere formazione e abilitazioni e favorire l’ingresso dei giovani. Senza autisti, anche imprese sane e con una forte domanda di servizi rischiano di non riuscire a garantire pienamente la propria attività», sottolinea Daniele Rigato, Presidente del Sistema di categoria Trasporti di Confartigianato Imprese Padova.

Il trasporto persone, in particolare, si trova in una situazione delicata. Le imprese che garantiscono servizi programmati e continuativi sulla base di contratti stipulati mesi o anni prima non hanno sempre la possibilità di trasferire l’aumento dei costi sul corrispettivo. Non possiamo pensare che incrementi così rilevanti possano essere assorbiti indefinitamente dalle aziende: la loro sostenibilità economica è anche la condizione necessaria per continuare a garantire servizi di qualità e sicuri ai cittadini.

  • Prezzo del gasolio supera i 2,20 euro al litro
  • 68,4% dei conducenti è difficile da reperire
  • 1.046 imprese e 2.276 addetti nel trasporto merci
  • 41,2% delle entrate ha difficoltà per mancanza di candidati

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