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venerdì 18 Settembre 2026

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Elezioni russe 2026: la squalifica di Iya Boronina e la riduzione dell’opposizione

Elezioni russe 2026: squalifica di Iya Boronina e riduzione dei candidati dell’opposizione

Le elezioni russe del 2026 hanno visto una riduzione significativa dei candidati dell’opposizione, con l’esclusione di Iya Boronina, una figura politica dell’Udmurtia, per un uso non autorizzato di una canzone rock. La decisione, emessa da un tribunale locale, ha suscitato reazioni su larga scala sui social media, con oltre 3 milioni di visualizzazioni. L’uso del brano “Bad to the Bone” dei George Thorogood & The Destroyers è stato considerato una violazione della legge sulla proprietà intellettuale, con il partito A Just Russia che ha presentato la denuncia. La squalifica di Boronina, che era parte del partito liberale Yabloko, rappresenta un caso emblematico di come le norme legali vengano utilizzate per limitare la concorrenza politica.

La squalifica di Iya Boronina e il ruolo di A Just Russia

La decisione di escludere Iya Boronina dalla corsa alla Duma è stata motivata da una presunta violazione di copyright, con il tribunale supremo della repubblica che ha ritenuto che l’uso del brano senza licenza costituisse una violazione della legge sulla proprietà intellettuale. Il partito A Just Russia ha sostenuto che la candidata non potesse acquistare la licenza della canzone, poiché il pagamento avrebbe richiesto dollari americani, un importo non ammissibile dal conto di campagna. La sentenza ha aperto un dibattito sulla coerenza delle norme fiscali e di campagne.

La squalifica di Boronina è uno dei tanti provvedimenti che hanno indebolito l’opposizione. Ben 29 candidati del partito liberale Yabloko sono stati squalificati, quattro dei quali responsabili di sezioni regionali, tra cui proprio Boronina. Il partito, unico a presentare un programma apertamente anti-guerra, era già stato escluso dalla lista nazionale a causa di una sentenza della Corte suprema. Restano solo 106 candidati su 135 iniziali, sparsi in 45 regioni, per le circoscrizioni uninominali.

La riduzione dei candidati dell’opposizione

Parallelamente, almeno otto membri del Partito Comunista hanno subito squalifiche. Il caso più discusso è stato quello di Nikolai Bondarenko, ex deputato della regione di Saratov, rimosso dopo che un vecchio post sui social mostrava una foto di Alexei Navalny. La sua esclusione, che ha generato oltre 3 milioni di visualizzazioni sui social, è stata motivata da una presunta violazione di copyright, confermando la tendenza a utilizzare norme tecniche come pretesto per ostacolare candidati popolari. Queste decisioni riflettono un tentativo da parte dei funzionari locali di dimostrare lealtà al Cremlino.

Le squalifiche coincidono con una strategia di lungo periodo volta a ridurre la possibilità di voto di protesta e a contenere l’affluenza alle urne. La riduzione dei candidati dell’opposizione, sia all’interno di partiti sistematicamente ristretti sia di quelli più apertamente critici, appare coerente con la prassi del Cremlino di utilizzare requisiti amministrativi e legali per limitare la concorrenza. La presenza di candidati indipendenti è a rischio, anche perché alcuni, come Nikolay Skrynnik, hanno abbandonato volontariamente la corsa per timore di ritorsioni interne al loro stesso partito.

Il risultato è un panorama politico ancora più dominato da United Russia con l’opposizione relegata a una presenza marginale e frammentata. La riduzione dei candidati dell’opposizione, in particolare, ha reso il contesto elettorale meno competitivo, limitando la possibilità di espressione di opinioni alternative. La strategia del Cremlino sembra mirare a mantenere il controllo su tutti i processi elettorali, riducendo l’impatto di figure politiche che potrebbero rappresentare una minaccia al potere esistente.

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