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venerdì 18 Settembre 2026

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Esteri

USA ammettono armi nello spazio: primo riconoscimento ufficiale

Gli Stati Uniti riconoscono pubblicamente l’esistenza di armi operative nello spazio, causando tensioni internazionali.

Per la prima volta, gli Stati Uniti hanno ammesso pubblicamente di possedere «armi per il controllo dello spazio» già operative in orbita. L’annuncio, fatto dal segretario dell’Aeronautica Troy Meink, ha suscitato reazioni internazionali, con Cina e Russia che protestano. La Space Force ha confermato che le capacità sono sia offensive che difensive, e comprendono sistemi cinetici e non cinetici, come laser o disturbi elettronici. La notizia ha creato tensioni tra le potenze mondiali, con la Russia che ha espresso preoccupazione per l’incolumità dei propri cosmonauti.

Test anti-satellite e detriti pericolosi

La crescita più evidente dei detriti in orbita bassa è dovuta al test cinese del 2007, che ha distrutto un satellite a 700 km di altezza, producendo 2000 frammenti. Molti di questi sono ancora pericolosamente in orbita, obbligando la Stazione Spaziale Internazionale a effettuare manovre per schivarli. Il test russo del 2021, invece, ha avuto luogo a un’altezza compatibile con quella della Stazione Spaziale, causando un serio stato di allerta a bordo. Gli occupanti della ISS sono stati svegliati, hanno indossato le tute di volo e sono stati pronti a imbarcarsi sulle navette Crew-Dragon e Soyuz in caso di impatto.

Le armi non cinetiche permettono di mettere fuori uso satelliti senza produrre detriti pericolosi. La Space Force ha spiegato che tali sistemi possono essere impiegati sia per scopi offensivi che difensivi. La notizia ha riacceso lo spettro di una corsa agli armamenti nello spazio, con la Cina e la Russia che hanno espresso preoccupazioni per la militarizzazione del settore.

La corsa agli armamenti e le reazioni internazionali

La Russia ha risposto attraverso il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, affermando che «Lo spazio deve essere libero da qualsiasi arma». Tuttavia, le grandi potenze spaziali dispongono di sistemi difensivi che, in certi contesti, possono diventare offensivi. La pratica annunciata dal segretario della Air Force non viola il diritto internazionale, poiché lo Outer Space Treaty del 1967 non vieta categoricamente di mettere in orbita qualsiasi tipo di arma, ma proibisce l’utilizzo di armi nucleari o di altre armi di distruzione di massa. La decisione unilaterale degli Stati Uniti di sospendere i test anti-satellite riflette la preoccupazione per il sovraffollamento delle orbite. Nonostante questa mossa, i test DA-ASAT americani sono rimasti attivi fino al 2008. La notizia ha riacceso le tensioni internazionali, con la Cina che ha invitato a non militarizzare lo spazio e la Russia che ha espresso preoccupazioni per l’incolumità dei propri cosmonauti.

  • Test cinese del 2007: 2000 frammenti in orbita
  • Test russo del 2021: 1.500 detriti e allerta a bordo della ISS
  • Test USA del 2008: detriti ripuliti dall’atmosfera
  • Test India del 2019: azioni dimostrative

La notizia ha riacceso lo spettro di una corsa agli armamenti nello spazio, con la Cina e la Russia che protestano. La Space Force ha confermato che le capacità sono sia offensive che difensive, e comprendono sistemi cinetici e non cinetici, come laser o disturbi elettronici. La notizia ha creato tensioni internazionali, con la Russia che ha espresso preoccupazione per l’incolumità dei propri cosmonauti.

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