Notizie verificate, aggiornate tutto il giorno

venerdì 18 Settembre 2026

Quotidiano online indipendente Aggiornamento continuo
Esteri

Erdoğan si ricandida alle elezioni presidenziali del 2028

Erdoğan annuncia intenzione di ricandidarsi alle elezioni del 2028, con un’opposizione frammentata e tensioni geopolitiche in aumento.

Il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan ha annunciato la sua intenzione di ricandidarsi alle elezioni presidenziali del 2028, un annuncio confermato da Mehmet Uçum, suo consigliere capo. L’evento, che si terrà il 16 aprile, segna l’ultimo mandato per un leader che ha guidato il Paese dal 2003, quando era premier, fino al 2014, quando è diventato presidente e ha trasformato la struttura politica del Paese. L’annuncio, arrivato dopo due anni di speculazioni, ha scatenato una reazione interna al partito della Giustizia e Sviluppo (AKP), dove la spaccatura sembrava rischiare di distruggere il partito stesso.

Un’alleanza strategica e un’opposizione divisa

La decisione di Erdoğan di ricandidarsi ha reso più complessa la situazione interna del partito, dove la lotta per la successione ha rischiato di spaccare il gruppo. Il favorito per la successione sembrava essere Hakan Fidan, ministro degli Esteri e ex capo dei servizi segreti, ma non tutti i membri del partito lo appoggiano. Al contempo, i nazionalisti del partito İYİ, pur in crisi, potrebbero allearsi con Özgür Özel, leader del Yeni Parti, piuttosto che con Kemal Kılıçdaroğlu, leader del CHP. La frammentazione dell’opposizione rende difficile prevedere un candidato alternativo al presidente.

Tensioni geopolitiche e sicurezza nazionale

La decisione di Erdoğan di ricandidarsi è stata influenzata anche da dinamiche internazionali. Gli attacchi israeliani in Iraq, Libano, Siria, Qatar e la guerra con l’Iran hanno aumentato la percezione in Turchia che un scontro con Israele sia prossimo e inevitabile. Questo fattore ha ridotto la volontà di molti elettori di cercare un cambiamento, un aspetto su cui Erdoğan sa di poter contare. Inoltre, i progressi dell’industria della difesa sotto il suo governo sono visti come una garanzia per molti elettori, che vedono nel presidente un leader capace di proteggere i confini nazionali.

La guerra in Siria e la situazione in Cisgiordania hanno ulteriormente complicato la situazione, con gli eventi del 7 ottobre 2023 che hanno spinto Erdoğan a riconsiderare la sua decisione di non ricandidarsi. La crisi del mondo islamico e la dimensione della leadership sono diventati temi centrali per il presidente, che cerca di colmare le lacune di leadership per il futuro. La spaccatura interna al partito ha rischiato di distruggere il gruppo. La lotta per la successione ha messo in discussione la coesione del partito, con alcuni esponenti che preferirebbero un leader più manovrabile. La figura di Erdoğan, tuttavia, incute timore e sembra essere l’unica garanzia per mantenere l’unità del partito.

La frammentazione dell’opposizione rende difficile prevedere un candidato alternativo. Il CHP si è spaccato dopo una faida interna, con Kemal Kılıçdaroğlu e Özgür Özel che si sono divisi. La situazione appare complessa, ma Erdoğan, con il suo potere e la sua capacità di gestire le dinamiche interne, sembra in grado di mantenere il controllo del Paese. La sua decisione di ricandidarsi rappresenta un ulteriore passo verso il consolidamento del suo potere, anche se la sfida resta non solo interna, ma anche internazionale.

Leggi anche