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venerdì 18 Settembre 2026

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Economia

Da flagello a benedizione: le alghe come opportunità per l’Emilia-Romagna

Un progetto per trasformare le alghe in risorsa economica e ambientale per la pesca emiliana.

Un progetto per salvare la pesca e l’ambiente

Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Fausto Gianella, ha presentato il progetto “alghe” che mira a trasformare un problema ambientale in una risorsa economica. L’idea nasce da una situazione critica: in estate, le alghe hanno soffocato le vongole e le cozze, causando perdite significative per i pescatori. Gianella ha incontrato i vertici di Itaca, cooperativa adriatica che si occupa di innovazione e tecnologia alghe, per sviluppare una filiera che permetta di sfruttare questa risorsa. L’obiettivo è creare occupazione, reddito e tutela dell’ecosistema, puntando su un modello di economia circolare. Le alghe non sono solo un problema, ma una risorsa da valorizzare.

Da flagello a materia prima

Le alghe, una volta considerate un problema, potrebbero diventare una materia prima per diversi settori. Sono utilizzate come fertilizzante per l’agricoltura, nella produzione di biomasse energetiche e anche in alimentari, come ingredienti per gelati, dolci e salse. Inoltre, l’alginato, un derivato delle alghe, è utilizzato in creme e prodotti per la cura della pelle. Il progetto di Itaca mira a raccogliere, lavorare e commercializzare le alghe, partendo proprio dalle coste dell’Emilia-Romagna, dove la proliferazione di queste specie ha rappresentato una criticità per anni.

Il progetto si basa su una logica semplice: trasformare un problema in opportunità. L’Emilia-Romagna ospita 200 specie di alghe, in larga parte commestibili, tra cui l’Ulva lactuca, detta lattuga di mare. Una ricchezza che potrebbe diventare un’alternativa economica e sostenibile. I pescatori, in particolare, hanno dovuto ritirare a bordo la massa di alghe che si formava, salvando la produzione delle vongole. La decomposizione delle alghe consuma l’ossigeno disciolto, causando anossia e danni ai molluschi. Questo fenomeno ha messo a rischio la tenuta economica di un comparto che è una delle eccellenze del territorio.

Il progetto, presentato a Goro durante gli Stati Generali della pesca, rappresenta un’opportunità per la pesca e per l’ambiente, con un’attenzione particolare al granchio blu, che ha causato perdite significative negli allevamenti. Gianella ha sottolineato che il progetto potrebbe offrire lavoro e reddito, ma anche presidio ambientale. L’idea è di creare una filiera strutturata, in modo che le alghe non siano più un problema, ma una risorsa da valorizzare. Il consigliere ha espresso l’intenzione di attivarsi sui tavoli regionali per ottenere il sostegno necessario al progetto.

La sfida del progetto è trasformare un problema ambientale in un’opportunità economica. La proliferazione delle alghe rappresenta da anni una criticità per l’intero litorale emiliano romagnolo. La decomposizione delle biomasse consuma l’ossigeno disciolto, innescando fenomeni di anossia che danneggiano i molluschi. E mettono a rischio la tenuta economica di un comparto che è una delle eccellenze del nostro territorio.

Il progetto ha una logica semplice e per questo efficace. Quella che oggi consideriamo un’emergenza da gestire può diventare materia prima, occupazione e presidio ambientale. È il modello di economia circolare di cui parliamo da anni, applicato concretamente a un problema reale dei nostri pescatori e dei nostri mitilicoltori. La cooperativa Itaca ha spiegato che l’obiettivo è ribaltare la prospettiva. Non più uno smaltimento a carico della collettività, ma una filiera economica strutturata, che raccolga le alghe, le lavori e le immetta sul mercato, partendo proprio dalle coste dell’Emilia-Romagna. L’idea è di creare una filiera che permetta di sfruttare questa risorsa, in modo sostenibile e produttivo.

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