Il giudice Pietro Errede ha esteso la sua azione risarcitoria a un nuovo soggetto: il Ministero della Giustizia. La richiesta, già inizialmente rivolta a magistrati potentini e al Ministero dell’Economia e delle Finanze, ora include anche l’Autorità che ha delegato le attività di polizia giudiziaria in questione. L’azione, che si inserisce in un contesto di vicende giudiziarie già note, nasce da una ricostruzione dei legali del magistrato, secondo cui le espressioni offensive e omofobe rivolte a Errede sarebbero state pronunciate nell’esercizio delle funzioni di polizia giudiziaria delegate dall’autorità giudiziaria di Potenza.
Un’azione risarcitoria che si allarga
La domanda di risarcimento, già presentata nei confronti di Saverio Congedo, si arricchisce ora di un nuovo fronte: il Ministero della Giustizia. I legali di Errede, avvocati Antonio Casilli e Alberto Russi, hanno ritenuto necessario estendere la richiesta, considerando che le condotte contestate si sarebbero consumate durante attività svolte nell’esercizio delle funzioni di polizia giudiziaria. L’obiettivo è accertare l’eventuale responsabilità civile derivante da quelle dichiarazioni, che i legali ritengono lesive sia sul piano personale che professionale del magistrato.
La strategia risarcitoria si inserisce in una più ampia controffensiva giudiziaria, che comprende anche il procedimento civile avviato nei confronti di Congedo. I legali di Errede, con la loro azione, cercano di far valere i diritti del magistrato, in un contesto in cui le accuse sono state già ritenute infondate. La richiesta al Ministero della Giustizia, in particolare, si basa sulla tesi che le condotte contestate si sarebbero consumate durante attività svolte nell’esercizio delle funzioni di polizia giudiziaria delegate dall’autorità giudiziaria.
Un processo che ha già visto esiti favorevoli
Le accuse che avevano dato origine al procedimento sono state già esaminate in diverse fasi. Errede, insieme ai suoi avvocati, è stato prosciolto già nella fase cautelare e successivamente anche in udienza preliminare. Questo esito ha costituito il presupposto per l’azione risarcitoria nei confronti di Congedo. Tuttavia, i legali del giudice ritengono che le accuse abbiano prodotto conseguenze dannose e chiedono ora un risarcimento per i danni subiti. La vicenda, già nota, potrebbe entrare in una nuova fase a fine settembre, con il tavolo per il tentativo di conciliazione fissato per la fine del mese. Inoltre, viene valutata l’ipotesi di presentare una denuncia penale per calunnia nei confronti di Congedo, un passo che potrebbe aprire ulteriori sviluppi. Il fronte, però, potrebbe ulteriormente allargarsi, con l’estensione della richiesta al Ministero della Giustizia che rappresenta una novità rilevante per l’intero procedimento.
La richiesta al Ministero della Giustizia si basa sulla tesi che le condotte contestate si sarebbero consumate durante attività svolte nell’esercizio delle funzioni di polizia giudiziaria.
La strategia risarcitoria si inserisce in una più ampia controffensiva giudiziaria, che include anche il procedimento civile avviato nei confronti di Congedo.
- Il giudice Errede ha esteso la sua azione risarcitoria al Ministero della Giustizia.
- Le accuse sono state già ritenute infondate in diverse fasi del procedimento.
- Viene valutata l’ipotesi di una denuncia penale per calunnia.
La vicenda, che ha già visto esiti favorevoli per Errede, potrebbe ora aprire nuovi sviluppi, con l’estensione della richiesta al Ministero della Giustizia. I legali del magistrato, con la loro azione, cercano di far valere i diritti del loro cliente, in un contesto in cui le accuse sono state già ritenute infondate.



