Notizie verificate, aggiornate tutto il giorno

venerdì 18 Settembre 2026

Quotidiano online indipendente Aggiornamento continuo
Politica

Implantazione batterie a Truncu Reale: Schirru, “Basta bugie, non c’è imposizione da Roma”

Implantazione batterie a Truncu Reale: Schirru smentisce accuse di imposizione da Roma e chiede azione per decarbonizzare la Sardegna.

Un dibattito acceso si sta sviluppando a Sassari sul progetto di un mega impianto di batterie di accumulo che dovrebbe sorgere nell’area industriale di Truncu Reale. L’ambientalista, sviluppatore di energie rinnovabili e politico Roberto Schirru ha espresso la sua posizione in un’intervista, smentendo accuse di imposizione da Roma e sottolineando l’importanza di eliminare le centrali a carbone dalla Sardegna. Schirru ha sottolineato che l’impianto non è un’imposizione ma una necessità per la decarbonizzazione dell’Isola.

Impianti di batterie: utilità e contesto

La domanda che si pone spesso è: perché i sardi dovrebbero avere impianti di batterie dietro casa se parte dell’energia prodotta non viene utilizzata nell’Isola? Schirru ha spiegato che le batterie servono a immagazzinare l’energia prodotta con le fonti rinnovabili, rendendola fruibile quando necessario. Inoltre, contribuiscono a stabilizzare la rete e a ridurre gli sprechi di energia. L’obiettivo è spegnere le termocentrali e ridurre l’impatto ambientale.

Il piano energetico e la mancanza di informazione

Secondo Schirru, esiste il Piano Energetico Ambientale Regione Sardegna (PEARS), che prevede l’installazione di 1.975 megawatt di batterie entro il 2030. Tuttavia, i politici locali non lo leggono o fanno finta di non saperlo. L’impianto di Truncu Reale è stato studiato dall’Università di Cagliari e non è stato imposto da Roma. Schirru ha sottolineato che la Sardegna non ha grandi bacini d’acqua per creare impianti idroelettrici, ma ha vento e sole, che possono essere sfruttati con batterie di accumulo. La produzione energetica in Sardegna supera il consumo, con circa 13-13,5 miliardi di kilowattora prodotti all’anno, contro i 8,4 miliardi consumati. Di questa produzione, circa un miliardo si perde nel sistema, e 400 milioni vengono esportati alla Corsica, mentre i restanti vengono inviati al resto d’Italia. Schirru ha sottolineato che l’energia prodotta in Sardegna non è un problema, ma la mancanza di investimenti in energie rinnovabili e la persistenza delle centrali a carbone lo sono.

Contrasto tra ambiente e paesaggio

Schirru ha anche sottolineato come in Italia si confonda l’ambiente con il paesaggio, due concetti diversi. L’impianto di batterie a Truncu Reale non va in contrasto con i progetti di valorizzazione dell’area, anzi, potrebbe essere una spinta in più per il turismo. L’azienda costruttrice dovrà rispettare limiti sull’impatto visivo e potrebbe dover riconfigurare strade e accessi. Schirru ha sottolineato che l’impianto non è un limite, ma un’opportunità per il territorio. Infine, Schirru ha risposto alle accuse di pericolo per l’ambiente, sottolineando che i batterie sono sistemi altamente controllati e che un’azienda seria come Iberdrola non avrebbe interesse a vederli deteriorarsi. L’obiettivo è ridurre le emissioni e proteggere il clima, non creare problemi per il territorio.

Leggi anche